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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca Libertà / Via Emanuele Notarbartolo

Dipendenti della Sas col fiato sospeso Domani incontro sulle assunzioni

Tra 96 ore scade la convenzione con l'Unicredit: tremila lavoratori aspettano di sapere se potranno continuare a lavorare nelle 3 società in liquidazione, Multiservizi, Biosphera e Beni Culturali, soggette alla gestione della Regione

Il futuro dei tremila lavoratori della Sas spa è appeso ad un filo lungo 96 ore, dopo le quali scadrà la convenzione con l’Unicredit che garantiva l’erogazione degli stipendi. La società, voluta dal governatore Lombardo al fine di tagliare gli sprechi, accorpa le aziende in liquidazione “Multiservizi spa”, “Biosphera spa” e “Beni Culturali spa”. E’ Girolamo Trentagosto, della Multiservizi, a raccontare del limbo in cui hanno vissuto questi uomini e queste donne, esodati palermitani. Persone che contano i minuti che li separano dal sapere se saranno “effettivamente riassunti, con la certezza di perdere comunque lo stipendio di luglio per via dei tempi necessari a ricostituire la dirigenza della società” (dimessasi due settimane fa, ndr).

 “Molto tempo è stato perso – afferma Trentagosto - per la politica che si fa gli affari suoi e poi all’ultimo si accorge che, di tempo, non ce n’è più”. A decidere del loro destino doveva essere, fra gli altri, proprio Lombardo. “Ma con le elezioni regionali vicine – continua il dipendente - dovrà essere istruito sulla vicenda il nuovo Presidente della regione, e forse non sarà solo lo stipendio del mese prossimo a saltare”.

Davanti alla sede dell’assessorato regionale all’Economia, in via Notarbartolo, oggi sono solo una quindicina i dipendenti a manifestare la loro rabbia e paura, in mezzo alle bandiere dei sindacati. Un gruppo sparuto ma deciso a non essere dimenticato. “Per domani è previsto l’accordo definitivo – dice un altro lavoratore della Multiservizi, Mario -. E’ la quiete prima della tempesta, in caso di mancato accordo qui domani ci sarà il botto”.

Non sanno se fra qualche giorno potranno continuare a lavorare da stipendiati, o scioperare e far mancare tutti quei servizi di cui ospedali, uffici comunali, monumenti e parchi hanno bisogno. Non sanno se sono dipendenti della Sas spa, o dei disoccupati. A Palermo non ci facciamo mancare nulla: anche noi abbiamo gli esodati.  
 

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