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Palazzo Magnisi, bruciate nella "vampa" sedie e scrivanie del Comune

I vandali sono entrati nell'edificio del XVII secolo per prendere gli arredi con tutti i documenti al loro interno, accatastarli davanti all'ingresso e dargli fuoco. I dipendenti: "Ci creano un gran danno e non è la prima volta". Visita di solidarietà da parte del prefetto Giuseppe Forlani e del questore Leopoldo Laricchia

Qualcuno aveva fatto sparire le cataste di legno che altri avevano accumulato con pazienza negli ultimi giorni per le "vampe" di San Giuseppe cercando qua e là agli angoli del quartiere. E loro, pur di non rinunciare alla "tradizione" (ma forse anche un po’ per vendetta), sono entrati in un edificio di proprietà del Comune e hanno preso scrivanie, porte e armadietti e li hanno portati fuori per bruciarli. I vandali hanno colpito ieri sera a Palazzo Magnisi, che si trova a pochi passi da piazza XIII vittime, dove sono intervenuti gli agenti della polizia municipale e i vigili del fuoco per domare l’incendio appiccato davanti al palazzo edificato agli inizi del XVII secolo e in cui, nonostante i precedenti, non è stata ancora installato alcun impianto di videosorveglianza.

Per terra, davanti all’antico portone in legno già danneggiato altre volte in passato, ci sono per terra i resti di alcune pratiche dei servizi sociali, supporti digitali in cui erano custoditi archivi e altri dati sensibili ma anche le copie di qualche tesserino dei volontari del servizio civile. Mentre gli operai della Rap ripuliscono il piazzale, il personale comunale controlla la serratura e l'ingresso di Palazzo Magnisi per chiamare un fabbro. Inutile fare l'inventario di ciò che manca a piano terra, visto che hanno risparmiato solo una stanza (protetta da un cancelletto in ferro) e qualche pratica. Accanto al cumulo di cenere, da cui si scorgono solo i piedi in metallo di alcune sedie, l’assessore alla Cittadinanza sociale parla al telefono e fornisce indicazioni ai "suoi" dipendenti per fare ripartire la macchina.

Vampe alla Guadagna | Video

"Se ne sono accorti i vigili urbani, sarà successo intorno alle 20", spiega con un po’ di sconforto la dottoressa Claudia Cassarà. "Non è il primo episodio - continua - e ogni volta ci creano un gran danno. Poi ci troviamo costretti ad arrangiarci per sistemare tutto". Dentro i mobili dati alle fiamme c’erano documenti e fascicoli che sarà necessario ricostruire e che magari andrebbero custoditi sotto chiave o in qualche cassaforte. Durante il sopralluogo l’assessore Mattina riceve una telefonata. "Buongiorno signor prefetto, qui siamo, l'aspettiamo". Poco dopo fanno capolino due auto blu. Sulla prima il prefetto Giuseppe Forlani, sull’altra il questore della polizia Leopoldo Laricchia, passati per dare la loro solidarietà ai lavoratori del Comune.

"E' un fatto gravissimo, un attacco diretto ai lavoratori del servizio sociale - dichiara l'assessore Giuseppe Mattina - e a tutti i dipendenti impegnati nell'assistenza alle famiglie e alle persone più fragili e bisognose. Un lavoro di assistenza che adesso sarà fortemente rallentato, se non azzerato del tutto per alcune famiglie, a seguito della distruzione dei documenti". Sulla stessa scia il sindaco Leoluca Orlando, che aggiunge: "A fare le spese di questa selvaggia inciviltà saranno le famiglie fragili del quartiere e del centro storico, a conferma del fatto che le prime vittime dell'illegalità sono sempre i più bisognosi. Nel ringraziare il prefetto e il questore per la solidarietà e l'impegno, mi auguro che vi sia una risposta forte da parte del quartiere, che rivendichi la priorità dei diritti sulla inciviltà  e sui soprusi".

"Vandalizzare e devastare l'ufficio che dà assistenza alle famiglie indigenti - conclude il consigliere comunale Ottavio Zacco - non solo è indegno, ma è un segnale molto preoccupante e non solo per la prima circoscrizione ma per l'intera città. Esprimo la mia vicinanza ai lavoratori dei servizi sociali che sono giornalmente in frontiera, nonostante la pandemia. Difendiamo questa città dall'ignoranza, dalla prepotenza, dell'arroganza, dall'inciviltà". A Palazzo Magnisi ci sono gli uffici dei servizi sociali che si attivano su segnalazione dell’autorità giudiziaria, quelli che si occupano di marginalità sociale, gli uffici dei servizi sociali territoriali della prima circoscrizione e quelli dei servizi sulla cittadinanza attiva.

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