Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Ustica

La prof che insegna a Ustica: "Per andare a lavorare pago più di quanto guadagno"

Ornella Cerniglia, supplente di musica, non è l'unica a essere penalizzata dalle nuove tariffe di Liberty Lines per i pendolari. Martina Oddo, docente di scienze: "Ricadute pure sulla didattica". Il caso all'Ars. La società: "Contatti con la Regione per andare incontro a certe categorie di utenti"

Ornella Cerniglia, insegnante di Educazione musicale all'istituto comprensivo Saveria Profeta di Ustica, paga per lavorare. Sì, proprio così. Le spese di trasporto che deve affrontare per raggiungere l'isola minore (oltre 200 euro) superano il compenso mensile (160 euro netti) per le due ore di supplenza che deve fare ogni venerdì. La professoressa Cerniglia fa parte di quella cerchia di pendolari che più di altri sono stati penalizzati dall'abolizione delle Liberty Card, le tessere a prezzi scontati riservate ai non residenti per gli spostamenti in aliscafo.

La decisione della compagnia di navigazione Liberty Lines di non emettere nuove card e di non rinnovare quelle in scadenza (circa 11 mila) tiene banco da un mese a questa parte. Lavoratori pendolari, ma anche proprietari di seconde case sull'isola, sono sul piede di guerra. In 67, con il supporto dell'avvocato Carmelo Marra, hanno scritto una lettera di fuoco indirizzata al ministero dei Trasporti, al ministero dello Sviluppo economico, alla Regione, ai sindaci delle isole minori, all’Autorità garante della regolazione dei Trasporti nonché all’Autorità garante del mercato e della concorrenza, "affinché esercitino il diritto dovere di sorveglianza sulle tariffe chieste dalla Liberty Lines, società che gestisce i trasporti con le isole minori siciliane, per alcune tratte in regime di monopolio in altre con posizione dominante".

"Le nuove condizioni garantite ai pendolari - si legge nella missiva - sono riduttive, con un numero minimo di viaggi da effettuare in un arco temporale ristretto. Senza tenere conto che ci sono pendolari che non raggiungono il numero viaggi per periodo indicato, tra gli altri insegnanti con un numero completo di ore e a maggior ragione quelli con un minimo di ore presso le scuole delle isole".

Sotto accusa il programma Liberty Express, che prevede tre opzioni: un carnet di 10 corse valido per un mese (dal primo giorno di convalida) con uno sconto del 10% sulla tariffa ordinaria; un carnet di 20 corse con uno sconto del 20% e uno di 40 corse scontato del 50% e valido per 90 giorni. "Per me che ho iniziato la supplenza a dicembre e non ho la vecchia Liberty Card - racconta la professoressa Cerniglia - il programma Liberty Express non va bene. Io prendo l'aliscafo solo 8 volte al mese e spendo oltre 200 euro. Tra l'altro pagati in anticipo. Il problema non è solo economico, ma ha enormi ricadute anche sull'attività didattica. Se questa storia continua nessun docente andrà ad insegnare a Ustica. Io non me la sento di lasciare i ragazzi e fino a giugno rimarrò sull'isola".

Martina Oddo insegna Scienze: a Ustica ci vive e lavora tre volte a settimana. "Gli orari degli aliscafi - spiega - non mi consentono di prendere servizio lunedì alle 8 del mattino e quindi domenica sera sono costretta a pernottare sull'isola. Il martedì, quando finisco le mie 6 ore di supplenza, non c'è l'aliscafo. Motivo per cui torno a Palermo in traghetto, maltempo permettendo. Se la nave non parte perdo la lezione dell'indomani in un'altra scuola". Alla fine del mese, tra spese di pernottamento e trasporti, a Martina restano in tasca circa 200 euro.

"Nessun prof con un buon punteggio accetta d'insegnare in un'isola minore" dice Oddo, 38 anni, una laurea, due master di secondo livello e un dottorato internazionale, che con il Conronavirus ha dovuto cambiare lavoro. "Nei fatti più che di continuità didattica per i ragazzi che, dalle elementari alle superiori, frequentano la scuola 'Saveria Profeta' si può parlare di discontinuità didattica. Ci sono ragazzi che hanno 'bruciato' un intero quadrimestre perché restano senza insegnanti". Da qui l'appello alle istituzioni: "Se alle compagnie di navigazioni vengono erogati fondi pubblici bisogna quanto meno pretendere delle garanzie per i lavoratori, penso al personale scolastico ma anche ai sanitari".

 La Liberty Lines, chiamata in causa anche dall'Ars in una recente audizione che si è tenuta in commissione Trasporti, fa sapere che "sono in corso delle interlocuzioni con la Regione per andare incontro a certe categorie di utenti penalizzati e a breve ci saranno delle novità" ma che al momento "resta in vigore il programma Liberty Express". Tra l'altro, precisa la compagnia che effettua i collegamenti veloci con le isole minori, "la maggior parte delle vecchie Liberty Card scadranno dopo l'estate". 

A spingere per una soluzione che possa salvaguardare gli interessi dei pendolari c'è tra gli altri anche Angela Foti, vicepresidente dell'Ars e deputata di Attiva Sicilia: "Dimentichiamo troppo spesso - afferma - che la Sicilia è un arcipelago e, quando si parla di diritto alla mobilità, scopriamo che esistono due livelli di mancato esercizio di questo diritto. Lo svantaggio nello svantaggio si configura sulle spalle di chi, per motivi di lavoro, ad esempio, è costretto a utilizzare i collegamenti marittimi con le isole minori, nei quali i disagi non mancano. Come nel caso degli insegnanti costretti a dover affrontare spese di trasferta insostenibili, per poche ore di lezione da e verso le isole minori. Una situazione imbarazzante, per questo le istituzioni devono trovare soluzioni ad hoc, perché questi pendolari garantiscono il diritto allo studio e alla continuità didattica per gli studenti delle isole minori".

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