Tony Colombo e la camorra, nervi tesi da Giletti: lui minaccia di lasciare lo studio

Tensione in studio a Non è l'arena, su La7, tra il conduttore e i suoi due ospiti, il cantante palermitano e Tina Rispoli. Dopo una domanda sulla collusione con la malavita l'artista neomelodico ha perso la pazienza, si è alzato e ha urlato: "Me ne vado. E' una vergogna"

Tony Colombo minaccia di lasciare lo studio

Massimo Giletti ha dedicato ampio spazio nella puntata di "Non è l'Arena" di ieri, 19 gennaio, alle polemiche scaturite dopo il matrimonio di Tony e Tina Colombo. Il cantante neomelodico palermitano, incalzato da Massimo Giletti e da Francesco Piccinini, direttore di Fanpage (il giornale online che ha pubblicato l'inchiesta "Camorra entertainment", con la coppia al centro di tutto) ha provato a difendersi spiegando di avere avuto l'autorizzazione ad organizzare il flash mob in piazza del Plebiscito, trasformatosi poi, secondo le accuse, in un concerto non autorizzato. "Invece ero autorizzato - ha sostenuto ieri Tony Colombo - anzi mi avrebbe dovuto sposare anche il sindaco di Napoli ma era impegnato quel giorno. La presenza di pregiudicati al matrimonio? Il mio era un matrimonio a porte aperte".

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Forti tensioni quando è stata mostrata in onda una schermata con i legami di sangue tra Tina Rispoli, vedova del boss Gaetano Marino e numerosi familiari condannati. Colombo e la moglie hanno infatti minacciatio in maniera plateale di voler lasciare lo studio, per poi desistere dalle loro intenzioni. "Me ne vado - ha urlato il palermitano -. E' una vergogna associare la camorra alla mia vita, solo perché deve fare audience. Parliamo onestamente". Tina Rispoli ha sempre detto di non sapere che suo marito fosse un boss: “Non è mai stato condannato per camorra - ha affermato lei -. Contro di me ci sono solo accuse infondante. Il mio tenore di vita era alto? Ho vinto al lotto e mio marito ha preso 100 milioni di lire di arretrati per la pensione di invalidità". 

Tony Colombo per la prima volta ha risposto in tv alle accuse di collusione con la malavita. “Io non posso pagare per la famiglia di mia moglie - ha detto -. Lei è una incensurata come me, che cosa c’entriamo noi con la camorra? Ci calunniate e adesso siamo siamo stanchi. Tina è una donna che non sapeva nulla, è stata chiusa in casa per 17 anni”. "Quando vado a cantare - ha detto Colombo - non chiedo la carta di identità degli ospiti o di chi mi paga. Io canto? Prendo i soldi e me ne vado, lo fanno tutti a Napoli. Lo hanno fatto prima di me mostri sacri come Nino D’Angelo o Gigi D’Alessio. Se i camorristi fanno una festa in un ristorante anche il ristorante è della camorra? Questa è una cretinata". Tommaso Prestieri, ex boss del rione Monterosa, e anche impresario dei neomelodici, ha raccontato alla Dda di Napoli, che Colombo aveva avuto 16 mila euro in prestito dal clan Marino per ripianare i suoi debiti con alcuni allestitori di un palco. "Quando Marino fu ucciso - ha detto - Colombo dovette scappare da Napoli per tre mesi. Poi salì a Napoli un siciliano e lo fecero cantare di nuovo”.

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Tony Colombo, 33 anni, è uno dei cantanti neomelodici più famosi in Italia. Il suo vero nome è Antonino Colombo ed è nato a Palermo, l’11 maggio 1986. Nonostante sia siciliano ha ottenuto il suo successo grazie alla musica napoletana. Il cantante vanta già dodici album discografici registrati in studio, 38 singoli estratti, comprese cover importanti e una colonna sonora scelta per il film sul pugilato “Tatanka”. Tony Colombo ha iniziato la sua carriera da piccolissimo. A soli sei anni e davanti a ventimila persone, in occasione di una festa di piazza, Mario Merola si rivolse a lui con solennità e disse: "Da oggi tu sarai Tony. Tony Colombo. E la prossima volta che tornerò a Palermo, tu sarai famoso". E - in parte - famoso lo è diventato dopo aver reso pubblica la sua relazione con Tina Rispoli. Che ieri in tv ha attaccato pesantemente Roberto Saviano, assai duro nei confronti della coppia: "Questa è una persona malata, un depresso. Ragazzi questo è un pazzo, io ci sto mettendo la faccia. Questo non fa altro che raccontare Gomorra, quello che legge dai giornali".

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