Cronaca

Il Tar bacchetta Orlando: movida, stop alle ordinanze

Accolto ricorso presentato dal titolare di un pub. Il primo cittadino non potrà più dettare legge in materia: il tribunale regionale ha riscontrato infatti un "abuso di potere sindacale". Primo effetto: in tempi brevi il Consiglio comunale dovrà redigere il regolamento

Musica nei locali e intrattenimento serale: il sindaco adesso si dovrà fare da parte. A stabilirlo è il Tar. Orlando è stato "rimbalzato" dal tribunale regionale, che per una volta si è travestito - visto il tema - da buttafuori. La sua ordinanza scadrà il 30 settembre e da allora in poi a regolare la musica nei pub, e il rapporto tra i gestori dei locali e i cittadini, dovrá essere il Consiglio comunale, unico vero arbitro della questione. Orlando non potrà più scrivere ordinanze in materia: il tribunale ha riscontrato infatti un "abuso di potere sindacale". I giudici enteranno nel merito solo nel 2016, ma il primo effetto è che in tempi brevi il Consiglio comunale dovrà redigere il regolamento.

Il Tar ha accolto il ricorso presentato dal proprietario di un pub, Giovanni Randisi, titolare de "I Bottai", nel centro storico. "Si tratta di una grandissima vittoria - spiega Giuseppe Ribaudo, noto amministrativista - che crea un precedente importante. Una vittoria di altisimo profilo giuridico che definisce le linee guida su cui d'ora in poi si dovranno basare i sindaci siciliani". Di conseguenza Orlando non potrà più reiterare su questo tema la disciplina del regolamento. Il Consiglio comunale diventa così l'unico organo comptete per decidere sulla qualità delle attività ricreative dei locali. "Siamo molto soddisfatti - dice Filippo Fazio, amministrativista che ha impugnato l'ordinanza insieme a Giuseppe Ribaudo -. Le censure presentate sono state tutte accolte. Il Tar mette così un punto fermo sul potere di dettare regole sulla movida da parte del sindaco: insomma non si potrà più andare avanti a forza di ordinanze".

Commentando la notizia, il sindaco Orlando ha dichiarato che "con la decisione del Tar è stata confermata l'urgenza e necessità che il Consiglio comunale discuta ed approvi un regolamento complessivo su questa materia, che garantisca la vivibilità per i residenti e l'agibilità per i commercianti. Sono dei temi che più volte ho affrontato anche in incontri con gli uni e con gli altri ed anche nel corso di riunioni del comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza".

Effetti immediati? Secondo il Tar adesso il Consiglio dovrà "con solerzia e collaborazione fare un regolamento sulla movida", che di conseguenza non potrà più cambiare rapidamente come è successo nel recente passato. L'ordinanza attuale a firma Orlando sarà valida fino al 30 settembre (non è stata sospesa come erroneamente riportato in un primo momento da Palazzo delle Aquile ndr) poi si volta pagina. "L'ordinanza del sindaco limitava fortemente e ulteriormente le attività dei titolari dei pub, rispetto alla legge nazionale"; conclude Ribaudo.

Come aveva dichiarato in passato Randisi, il titolare de "I Bottai", che dopo avere incassato il blitz dei vigili urbani (con la chiusura del locale per sette giorni) ha deciso di presentare il ricorso, poi appunto vinto: “Lo strumento dell'ordinanza sindacale mostra i tratti di un approccio non partecipativo. Insomma sarebbe meglio approvare un regolamento comunale vista la caratteristica deliberativa a discapito di un approccio autoritario". E oggi il Tar gli ha dato ragione. Randisi insiste: "Con questa ordinanza del tribunale, spero che finalmente il Consiglio comunale possa approvare un regolamento nel rispetto sia dei residenti che degli esercenti, coinvolgendo e facendo partecipare al dibattito le parti interessate”

Controlli, multe, movida, polemiche. Sono comunque tempi duri per chi gestisce i locali della movida. E' infatti un vero e proprio giro di vite quello che in queste settimane Orlando ha organizzato con multe più salate per chi prova a lavorare nel mondo dell'intrattenimento serale. Sanzioni e blitz sempre più frequenti. Con proteste forti: una delle più "memorabili" fu proprio quella di Randisi. In aperta polemica, Randisi regalò provocatoriamente a Orlando la sua attività commerciale. "Sicuramente lui lo saprebbe fare - disse il titolare del locale -. Ci pensi direttamente il sindaco a gestire la mia attività. Così non si può più andare avanti. Gli do il locale gratis, più che altro per garantire il lavoro ai miei cinque dipendenti che sono regolarmente assunti".

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