"Ha comprato villa, case e auto con i soldi della droga": sequestrati beni al "ras" dello Zen

Si tratta di Khemais Lausgi, 32 anni, attualmente agli arresti domiciliari. Per gli investigatori aveva un "ruolo di vertice in gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti tra giugno 2011 e marzo 2016"

La guardia di finanza notifica il sequestro

Beni per un valore complessivo di circa 700 mila euro - tra immobili, auto e conti bancari -  sono stati sequestrati dalla guardia di finanza a Khemais Lausgi, 32 anni, ritenuto il "ras della droga" allo Zen, "E' un pluripregiudicato  - spiegano le fiamme gialle - che si è reso responsabile di numerosi, gravi reati, fra i quali, spicca l’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, oltre al furto aggravato, commesso in concorso con altri nel dicembre 2006 (per il quale è stato condannato alla pena di anni 2 mesi 8 di  reclusione) e la ricettazione commessa da ottobre 2006 a gennaio 2007 (condannato alla pena di mesi 10 di reclusione con pena sospesa").

Il provvedimento è stato emesso dal tribunale di Palermo - sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della locale Procura ed è stato eseguito dai finanzieri del comando provinciale di Palermo.

Le indagini dei finanzieri del Gico, condotte nell’ambito dell’operazione "Railway", hanno dimostrato "il ruolo di vertice del 32enne, noto come 'Gabriele' o 'il turco', di un gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti operante nel quartiere palermitano Zen 2 tra giugno 2011 e marzo 2016". Per tali fatti ha riportato una condanna in primo grado alla pena di anni 10 e mesi 8 di reclusione.

Attualmente Lausgi è detenuto agli arresti domiciliari, dopo aver trascorso due anni in carcere per i reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti commesso nel settembre 2016 e violenza sessuale commessa nel settembre 2018, per i quali è in attesa di primo giudizio.

Gli accertamenti patrimoniali hanno evidenziato "una significativa sproporzione, pari a oltre 580.000 euro, tra i redditi dichiarati e gli investimenti effettuati nel tempo". Sulla scorta di tali accertamenti, il tribunale  ha quindi ritenuto che i beni sequestrati (una villa con piscina e due appartamenti a Carini, due rapporti finanziari e tre autovetture "fossero in concreto nella disponibilità di Lausgi e costituissero il reimpiego di guadagni provenienti dalle attività illecite". 

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