Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Traffico internazionale di droga, donne usate come corrieri: 67 arresti

A capo dell’organizzazione un nigeriano. Per passare i ceck in ingoiavano ovuli con la cocaina o l’eroina oppure li nascondevano nella vagina. Gli stupefacenti provenivano da Spagna, Nigeria, Venezuela, Mali e Olanda

Traffico internazionale di droga: 67 arresti

C'era un nigeriano, F.O.W di 35 anni, già detenuto dopo l'arresto scattato un anno e mezzo fa, a capo dell'organizzazione internazionale dedita al traffico di sostanze stupefacenti, in prevalenza cocaina ed eroina, sgominata stamani dagli uomini della Squadra mobile e del commissariato Libertà. Per passare il check-in degli aeroporti i corrieri ingoiavano gli ovuli di cocaina ed eroina. Le donne nascondevano la droga nella vagina. L'operazione che ha portato all'emissione di 67 ordinanze di custodia in carcere prende il nome dalla tecnica con cui veniva importata la droga: è stata chiamata “Golden Eggs” che significa appunto “uova d'oro”. Dal 2005, anno di inizio delle indagini, a oggi sono stati sequestrati circa venti chili di sostanze stupefacenti provenienti da Spagna, Nigeria, Venezuela, Mali e Olanda.

Il capoluogo siciliano - come spiegano gli investigatori - era il capolinea dei traffici di cocaina ed eroina transitati attraverso canali internazionali. L'operazione ha sgominato due cartelli, uno nigeriano e l'altro palermitano, che avevano un canale diretto di approvvigionamento con i grossisti e smerciavano la droga in tutta Italia. In Sicilia le centrali di spaccio erano Palermo, Catania e Messina. “L'operazione nasce da un banale arresto per spaccio - ha spiegato il procuratore aggiunto Maurizio Scalia -. Nel corso delle indagini è via via emersa l'esistenza di un'organizzazione che aveva un vasto raggio di azione”.

Tra le persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare ce ne sono due con precedenti penali per mafia: F.C. e G.B.. “Il coinvolgimento di due soggetti con precedenti per 416 bis - ha aggiunto Scalia - è un dato di fatto. Non sono stati accertati collegamenti effettivi con la mafia, ma sappiamo che questo settore è sotto il controllo della criminalità organizzata”. A complicare il lavoro degli investigatori, coordinati dal procuratore aggiunto Teresa Principato e dai sostituti Marzia Sabella e Vania Contrafatto, è stata la capacità dell'associazione di operare da Nord a Sud. È servito l'aiuto, tra le altre, delle questure di Napoli, Rovigo, Prato, Piacenza, Bergamo, Mantova e Bologna.
 

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