Cronaca

“Incassavano assegni degli altri” Truffa all’Inps: cinque arresti

Gli indagati prima si sarebbero impossessati delle comunicazioni di emissione di bonifici e dopo aver ottenuto le generalità complete dei beneficiari, reclutavano persone per la riscossione. Incassati circa due milioni

L'Inps, a Palerrmo si trova in via Laurana

L’hanno chiamata “Identità nascoste”. Un’operazione che ha permesso di fare luce su una serie di truffe ai danni dell’Inps per un importo complessivo di circa due milioni di euro. Le indagini, scattate nel gennaio del 2009, hanno permesso di ricostruire le varie fasi delle truffe. Gli arrestati, infatti, prima si impossessavano delle comunicazioni di emissione di bonifici indirizzate dall'Inps ai legittimi titolari e dopo aver ottenuto le generalità complete dei beneficiari, reclutavano persone disposte a recarsi presso le agenzie postali e gli istituti di credito per la riscossione.

Alle prime ore dell’alba i carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone tra cui tre donne e due uomini per il reato di truffa ai danni dell’Inps. Si tratta di L.A., 42 anni; V.B., 22 anni; G.G., 46 anni; A.F., 60 anni, e N.C., 60 anni, attualmente detenuto al carcere Ucciardone.

L’indagine che si è rivelata fruttuosa ha consentito di identificare e trarre in arresto i presunti truffatori, la cui posizione al momento è al vaglio della magistratura. L’importo delle truffe  sin qui scoperte, che si aggira intorno ai due milioni di euro, rappresentano da tempo un fenomeno grave e diffuso che destano un allarme sociale di notevole dimensione. Le indagini svolte hanno consentito di circoscrivere le varie fasi del reato in  esame, che  sono consistite essenzialmente nell’impossessarsi delle comunicazioni di emissione di bonifici indirizzate dall’Inps ai legittimi titolari, nell’ottenere le generalità complete dei beneficiari, nel reclutare persone disposte a recarsi presso le agenzie postali e agli istituti di credito precitati per la relativa riscossione.

Mentre l’attività investigativa è stata così strutturata: una prima  parte di natura cognitiva, fondata su acquisizioni di materiale cartaceo (fotocopie di documenti d’identità, lettere di pagamento ed ogni altro riscontro utile reperito nei vari uffici comunali, postale , Inps,  istituti di credito ed uffici della locale Procura) una seconda parte di natura tecnica, quali le comparazioni di foto acquisite mediante l’utilizzo di software compiutamente indicate nelle annotazioni tecniche.
 

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