Il popolo dei fattorini alza la voce: "La flessibilità non è assenza di diritti"

Sono circa 350 i riders che si muovono per le strade di Palermo. Il sindacato Nidil Cgil chiede al sindaco e all'assessore al Lavoro l'approvazione di una "Carta dei diritti" sul modello di quella di Bologna

Rider in protesta a Bruxelles - foto Ansa

Promuovere anche a Palermo una Carta dei diritti dei rider (i fattorini che fanno consegne a domicilio ndr), sul modello di quella di Bologna siglata tra sindacati e amministrazione comunale. Lo propone la Nidil Cgil che si occupa dei lavoratori atipici (collaboratori, somministrati, partite iva). In una lettera inviata al sindaco Leoluca Orlando e all'assessore comunale al Lavoro, Giovanna Marano, il sindacato coglie l'occasione della festa del lavoro per chiedere "diritti e tutele per il fenomeno ormai esploso a Palermo del food delivery, caratterizzato da rapporti sempre più sregolati e sempre più on demand".

Nella sola Palermo si stima la presenza di circa 350 fattorini in bici o in moto. "Già da tempo la nostra organizzazione è impegnata, a tutti i livelli, nel costruire e garantire diritti e tutele alle nuove identità di lavoro - dice il segretario generale Nidil Cgil Palermo, Andrea Gattuso - ovvero a quella parte del mondo del lavoro che spesso, dietrola retorica della flessibilità e della modernità, viene privata di diritti e tutele". Una condizione precaria, fatta di salari bassi (500 euro mensili in media) e di poca sicurezza sul lavoro, quella che si nasconde anche dietro l'attività svolta dai rider palermitani in aziende locali o in multinazionali.

"Le diverse aziende di food delivery - sottolinea Gattuso - hanno applicato diversi contratti ai propri rider. Si va dalle collaborazioni occasionali alle partite Iva, ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Non solo tipologie contrattuali diverse ma anche condizioni di lavoro diverse, caratterizzate da paghe basse, pochissimi diritti". E poi la sicurezza. "Sono tanti gli incidenti stradali che hanno coinvolto rider in motorino o in bicicletta, che hanno riportato gravi infortuni e a fronte di questo le loro tutele sono molto scarse", conclude.
 

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