Necropoli di Himera, dopo 10 anni in un container reperti trasferiti all’Albergo delle Povere

I resti archeologici, circa 20 mila, sono stati recuperati lungo il tracciato del raddoppio ferroviario Fiumetorto - Cefalù Ogliastrillo da Rfi che ha investito complessivo 17 milioni per la campagna archeologica, la catalogazione e gli interventi di restauro

Uno dei reperti recuperati

Completata la consegna alla Soprintendenza Beni Culturali di Palermo degli oltre 20 mila reperti archeologici della Necropoli di Himera recuperati lungo il tracciato del raddoppio ferroviario Fiumetorto - Cefalù Ogliastrillo (linea Palermo – Messina). Si tratta di migliaia di tombe (circa 9.300) e corredi funerari che hanno consentito di approfondire la conoscenza delle popolazioni dell’epoca, anche sotto il profilo antropologico. 

Gli scavi, avviati nel 2008, si sono conclusi a fine 2010. Successivamente ha avuto inizio l’attività di catalogazione e restauro dei reperti, custoditi finora in 16 container all’interno del cantiere ferroviario, divenuto meta di studiosi e archeologi da ogni parte del mondo. Con la consegna alla Soprintendenza, la maggior parte dei reperti è stata trasferita all’Albergo delle Povere a Palermo. La rimanenza è stata distribuita fra i siti archeologici di Solunto e della stessa Himera. L’investimento complessivo di Rfi per la campagna archeologica, la catalogazione e gli interventi di restauro è stato di circa 17 milioni di euro.

"L'importante risulto è stato raggiunto - dichiara Rfi - grazie alla collaborazione decennale, fra Rete ferroviaria italiana (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) e la Soprintendenza Beni Culturali di Palermo, arricchita in ultimo dal fattivo impegno del compianto assessore regionale dei Beni Culturali Sebastiano Tusa".

“Sono felice per il trasferimento dei preziosissimi reperti della necropoli di Himera dai container, che li hanno vergognosamente ospitati per 10 lunghi anni, al Real Albergo dei Poveri. Ma non ci si può fermare qui. È solamente un primo passo. Queste preziose testimonianze devono tornare fruibili ai cittadini e nel territorio da cui provengono: Termini Imerese” dice il deputato M5S all’Ars che per anni si è battuto perché questi reperti fossero tolti dai container e ha seguito i lavori di trasferimento.

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“Questi reperti – afferma Sunseri – devono tornare nel territorio da cui provengono. Farò di tutto perché diventino tesoro di una comunità, attrattore turistico e volano di sviluppo economico per il territorio termitano, che da anni vive situazioni molto difficili. Voglio ringraziare particolarmente il compianto assessore Tusa, che si è mostrato sensibile a questa operazione, consentendo di trovare, di concerto con il suo assessorato, una soluzione”.
 

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