Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Al citofono: ha l'auto danneggiata Aggredita e derubata, sei arresti

Finisce in manette una banda di sei giovani palermitani che si era resa protagonista di alcuni colpi "a effetto". Nel loro "curriculum" anche un'estorsione: avrebbero costretto un uomo, al quale era stato rubato il proprio motociclo, a pagare 900 euro per il riscatto

Massimo Incontrera

I carabinieri della compagnia San Lorenzo hanno arrestato sei persone per estorsione e rapina. Tanti colpi: avrebbero anche costretto un uomo, al quale era stato rubato il proprio motociclo, a pagare 900 euro per ottenerne la restituzione. Tra i reati una “rapina aggravata in abitazione in concorso e furto in abitazione in concorso”: reati commessi, in tempi diversi, ai danni di una rappresentante di commercio. L’operazione ha preso il nome "Tagliaunghie", per indicare gli arnesi usati per tagliare le catene dei motocicli.

L'ERRORE DECISIVO - Tutto è nato da un servizio antirapina svolto in abiti civili dai carabinieri che nei pressi di un bar di via Ettore Arculeo (zona Altarello) hanno notato un gruppo di ragazzi che discutevano animatamente. A farsi notare soprattutto un giovane che nella circostanza ha esclamato: “L’importante che ho la moto! Min**** 1.300!”. Il ragazzo ha poi spinto un motociclo Suzuki  Gsx-R 1000, con il bloccasterzo danneggiato. A quel punto i militari, sospettando che fosse stata appena consumata un’estorsione ai suoi danni, sono intervenuti acquisendo elementi investigativi che hanno poi permesso di eseguire un arresto in flagranza di reato per tentata estorsione, proprio dopo la restituzione al proprietario, in cambio di denaro, di un motociclo rubato poco prima in via Galileo Galilei.

I NOMI - Una vera e propria banda. Nell’ambito delle indagini, supportate anche da intercettazioni telefoniche, sono emerse responsabilità penali a carico di un gruppo criminale specializzato in estorsioni, furti e rapine. I protagonisti erano Massimo Incontrera (27 anni), Domenico Carratello (26), Domenico Misia (26) Riccardo Orlando (classe 26), Giuseppe Di Modica (26) e Niko Passafiume (25).

IL PRIMO COLPO - Le indagini sono iniziate tre anni fa. I carabinieri iniziano a indagare su un'estorsione commessa il 24 settembre 2011 quando viene denunciato il furto, consumato il giorno precedente, in corso Finocchiaro Aprile di un motociclo Suzuki. Alcune conversazioni telefoniche, nascoste da un linguaggio criptico (“siccome mio zio sfasciò”), fanno però chiaramente intuire come il motociclo rubato fosse in possesso di Orlando, Carratello e Misia. E che Incontrera è poi intervenuto come intermediario per la restituzione del veicolo al proprietario, in cambio del pagamento di 900 euro. Infatti Incontrera ha chiamato il figlio della vittima invitandolo ad aspettare in un bar dove, di lì a poco, un’altra persona l’avrebbe raggiunto per restituirgli il motociclo.

LA RAPINA - Nel "curriculum" della banda c'è anche una rapina in un'abitazione risalente 2012 ai danni di una donna. Siamo alla Noce. A ora di cena un uomo suona al citofono di casa. Risponde una donna: "Mi scusi, ho inavvertitamente urtato la sua auto che era parcheggiata". La signora, a quel punto, ha aperto la porta ed è stata spinta violentemente all’interno di casa da un altro malvivente, appostato nel pianerottolo, che le ha tappato la bocca con una mano (“Questo tizio, per impaurirmi ancora di più, mi ha spinto, io ho perso l’equilibrio e sono caduta”, raccontò la vittima). Chiusa la porta e inserito il chiavistello, minacciando la signora di violenza sessuale o morte se avesse urlato, il malvivente ha quindi arraffato un iPad Apple, 120 euro in contanti, oltre ad un orologio, un paio di occhiali da sole “Bulgari” e vari preziosi, prima di darsi alla fuga.

 

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