"Non vogliamo aiuti ma interventi", ristoratori e imprenditori protestano davanti al Massimo

In piazza Verdi erano decine, forse più di cento, ma stavano a distanza di sicurezza. Chiedono che Stato e Regione si diano da fare per eliminare le incertezze ed evitare che restrizioni e numeri diventino una mannaia per le attività commerciali palermitane

La protesta di ristoratori e imprenditori in piazza Verdi

Stavano a distanza di oltre un metro l’uno dall’altro, con mascherine a coprire il volto e le candele in mano, davanti al Teatro Massimo, per chiedere non aiuti ma interventi da parte dello Stato per ripartire, al grido di "Viva Palermo, viva la Sicilia, viva l’Italia". Decine di imprenditori del settore della ristorazione (e non solo) si sono riunite ieri pomeriggio in piazza Verdi per manifestare le proprie preoccupazioni in vista della riapertura di domani. In molti però, tra incertezze e difficoltà dovute al lockdown, hanno annunciato che preferiranno tenere ancora per un po’ le saracinesche abbassate.

Per i ristoratori non ci sarebbero le condizioni per una ripartenza in sicurezza. Le regole sono tante e secondo alcuni anche poco chiare. Si parla per esempio di responsabilità dell’imprenditore per il contagio. All’appuntamento nella piazza del Teatro Massimo c’erano anche altre tipologie di imprenditori che condividono il timore dettato dalle restrizioni e dai numeri che rischiano di trasformarsi in una mannaia per i bilanci di attività come bar, trattorie, pasticcerie al b&b, osterie, pizzeria, pub, attività catering, stabilimenti balneari e altro ancora.

"Qualcosa però si è mosso", hanno detto durante la manifestazione lanciando l’hashtag #musumeciascoltaci. Chiedono attenzioni e aiuti concreti per far fronte ai debiti che si sono accumulati nei mesi, per avere liquidità e affrontare le prossime fasi della ripartenza. Chiedono rassicurazioni alle istituzioni affinché creino le condizioni per superare questo momento. "Il problema rischia di diventare generale. Quando finiranno i soldi nelle casse dello Stato - dice uno dei ristoratori in piazza - le difficoltà riguarderanno anche i pensionati e i dipendenti statali".

"Quella di sabato - scrivevano altri per lanciare l’appuntamento - è una protesta pacifica contro un Governo assente, da parte di singoli imprenditori stanchi di una situazione insostenibile. Non chiediamo ‘aiuti’, pretendiamo 'interventi' concreti che ci consentano una rinascita rapida e libera da una burocrazia ‘elefantiaca’. Non sono tante e impossibili le nostre richieste e sono tutte finalizzate a poter pareggiare l'handicap socioeconomico che si è venuto a creare. Non siamo interessati a un’immediata apertura, vogliamo rinascere. Oggi, a queste condizioni, il nostro fallimento è certo”.

Ieri il presidente della Regione Nello Musumeci ha anticipato l’ordinanza che sarà firmata dopo l’ultimo dpcm. "La mia ordinanza - ha scritto su Facebook il Governatore - è comunque pronta ed estende, come avevo promesso, il più possibile l’esercizio delle attività, forti delle attuali condizioni sanitarie nella nostra Isola. Su questo punto, Roma ha dovuto ascoltarci. Per evitare spiacevoli sorprese aspettiamo comunque di confrontarci con le disposizioni nazionali. La Sicilia è pronta alla ripartenza, nella responsabilità di ognuno".

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