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Cronaca Libertà / Viale Campania

Rifiuti, niente stipendio né certezze: lavoratori Ato protestano in viale Campania

Circa 200 operai, stamattina, hanno partecipato al sit-in davanti l'assessorato regionale Energia e Rifiuti per chiedere il rispetto dei loro diritti. Il segretario provinciale Fit Cisl Miranda: "Stiamo valutando l'ipotesi di proclamare lo sciopero"

La storia si ripete: i lavoratori dell'Ato rifiuti sono un'altra volta senza stipendio e senza nessuna garanzia per il futuro. Per questo, la tensione fra gli addetti del settore, in provincia, si è riaccesa. In circa 200 hanno protestato stamani davanti all’assessorato regionale Energia e Rifiuti, in viale Campania, per chiedere “il rispetto delle norme e dei diritti dei lavoratori”. Sono i dipendenti degli Ato palermitani 1, 2, 3 e 4 che ricadono nei comuni facenti parte della Srr Area Metropolitana. 

“I lavoratori - spiega a PalermoToday Alessandro Miranda segretario provinciale Fit Cisl - sono davvero stanchi di attendere per via di ciò che che si sta verificando in quei comuni dove il rispetto della legge 9 del 2010 sul transito del personale, viene puntualmente disatteso. Stiamo valutando l’ipotesi di proclamare lo sciopero nella provincia palermitana, senza stipendi e senza certezze sul futuro nessuno può andare avanti per molto, e nel settore le condizioni precarie si vivono ormai da troppi anni”. 

LE NOVITA' INTRODOTTE DAL DDL REGIONALE- A luglio il presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha presentato il nuovo ddl che innova in modo radicale il sistema dei rifiuti e disciplina la transizione, per il passaggio al nuovo sistema. Enti locali e sindaci avranno più poteri, sulla base di 9 ambiti territoriali corrispondenti alle città metropolitane e ai liberi consorzi. Gli ambiti, definiti enti di governo territoriali, organizzeranno il sistema integrato del ciclo dei rifiuti, con particolare attenzione alla raccolta differenziata e stabiliranno la tariffa unica di ambito. Crocetta e Contrafatto, in quella occasione, hanno anche rassicurano i lavoratori: "i livelli occupazionali dei lavoratori del settore verranno salvaguardati attraverso gli albi territoriali".

Anche se la legge tutela i lavoratori, all'atto pratico le cose potrebbero andare diversamente. "Dal 1 ottobre - conclude Miranda - rischiamo, da un lato di avere il personale degli Ato a casa e dall'altro, che le amministrazioni comunali e le ditte aggiudicatarie degli appalti, per svolgere il servizio della raccolta dei rifiuti assumano nuovo personale creando così delle nuove sacche di precariato".

I dipendenti Ato per essere utilizzati dalle ditte vincitrici dell'appalto infatti devono prima essere assunti dalle Srr, passaggio che non è ancora avvenuto poichè quest'ultime, pur se istituite dalla legge, nei fatti sono rimaste delle scatole vuote.

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