Cronaca Calatafimi / Piazza Indipendenza

I lavoratori della sanità tornano a protestare: "Basta col precariato e con i tagli"

Un presidio è stato organizzato in piazza Indipendenza dall’Unione sindacale di base in occasione del Global Health Summit del G20 a Roma: "La sanità italiana, ma non solo, è allo sbando. La pandemia sembra non aver insegnato niente a chi ci governa"

Nuova protesta dei lavoratori della sanità. L'Unione Sindacale di Base, in occasione del Global Health Summit del G20 di Roma, ha indetto uno sciopero e ha organizzato un presidio anche in piazza Indipendenza. Alla manifestazione, oltre ai rappresentanti della Confederazione USB Sicilia, sono presenti anche i delegati del coordinamento siciliano NOG20 Catania.

"La sanità (italiana ma non solo) è allo sbando. La pandemia sembra non aver insegnato niente a chi ci governa, troppo impegnato a lucrare profitti sul nostro diritto alla salute. Il vertice - dicono dall'Usb - è un appuntamento che assume un significato particolare in questa fase storica segnata dalla pandemia. L’ultimo anno e mezzo ha visto le nostre società travolte dall’emergenza continua, con i sistemi sanitari nazionali in crisi dopo anni di tagli indiscriminati ed il personale sanitario che si è trovato a resistere all’ondata pandemica con pochi mezzi e, spesso, rimettendoci la vita. Le politiche dell’Unione Europea, caratterizzate da privatizzazioni, tagli e aziendalizzazioni dei sistemi pubblici,  rendono ingestibile l’emergenza Covid e ci restituiscono un conto altissimo in termini di vite umane perse. Nella versione finale del Pnrr i fondi destinati alla, sanità da 248 miliardi diventano appena 20 miliardi, cifra assolutamente insufficiente al rilancio di una vera sanità pubblica in Italia".

"Gli interventi immediati da fare sarebbero moltissimi: rilanciare un piano immediato di istituzione di presidi sanitari territoriali diffusi nei territori, dai grandi ai piccoli centri;  riammodernare le deficitarie strutture esistenti; sul fronte del personale sanitario, è necessaria l’immissione in massa di medici ed infermieri negli organici del Servizio Sanitario Nazionale" afferma Sandro Cardinale, Usb Palermo.

"Il G20 non è altro che l’ennesima inutile passerella, espressione di un’idea malsana che lega il diritto alla salute al profitto aziendale, come se sulla salute delle persone si possa speculare come in una normale azienda privata. Logiche, queste, che conducono sempre allo stesso risultato: il taglio delle spese per far quadrare i conti. Lo abbiamo visto con  camici e dispositivi di protezione individuale, considerati spese inutili; ma anche nei salari inadeguati del personale, nella logica delle esternalizzazioni che aggravano i costi complessivi della sanità e precarizzano i lavoratori e le lavoratrici del settore", aggiunge Andrea Esposito della Federazione del Sociale di Palermo.

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