Migranti, Musumeci: "La gente non ne può più, voglio tutelare la salute dei siciliani"

Non arretra di un millimetro il presidente della Regione che in conferenza stampa ha chiarito i contorni del suo provvedimento che prevede la chiusura degli hotspot: "Se il governo impugnasse la nostra ordinanza, faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune"

Musumeci e Razza in conferenza

"Cosa faremo alla mezzanotte, se i soggetti che sono chiamati a dare attuazione alla legittima ordinanza del presidente della Regione, non lo faranno? A noi rimarrebbe solo una strada: rivolgerci alla magistratura perché ci troveremmo di fronte a una palese omissione, con tutto quello che può determinare in un contesto di epidemia. Se il governo impugnasse la nostra ordinanza, faremo valere le nostre ragioni nelle sedi opportune". Non arretra di un millimetro il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, che in conferenza stampa a Catania oggi ha chiarito i contorni della sua ordinanza che prevede la chiusura degli hotspot.

"Se il governo dovesse venirci incontro - ha aggiunto - potrà chiederci 2-3-5-8 giorni di tempo per trovare la possibilità di ricollocare i migranti e di mettere i sigilli in tutti i centri di accoglienza". "Se non lo farà - ha proseguito - li apporremo noi, e metteremo fine a questa indecorosa pagina della nostra Isola. La gente non ne può più e non possiamo accettare che questa gente venga trattata in maniera disumana".

Musumeci ha spiegato: "Da parte nostra non c'è alcuna volontà di scontro con lo Stato centrale anche perché lo Stato siamo noi. La Regione, i Comuni, le ex province. Dal governo centrale ci attendiamo lo stesso rispetto". Il governatore ha illustrato l'ordinanza sullo sgombero degli hotspot e dei Centri di accoglienza per i migranti, con le relative modalità di attuazione. Il provvedimento è stato firmato dal governatore sabato notte.

"Ad atteggiamenti improntati - ha aggiunto - ad arroganza, superficialità o ai silenzi che fanno perdere tempo alla risoluzione dei problemi noi diciamo no". "Abbiamo rivendicato il diritto di tutelare la salute dei siciliani - dice Musumeci - di chi si trova in Sicilia, alcuni milioni di cittadini che chiamiamo turisti e di quelle persone che vengono ammassate in hotspot e centri accoglienza meglio identificate come migranti".

"I numeri degli arrivi sono impressionanti: solo a luglio sono arrivati 7.067 migranti e ad agosto altri tremila. Nel 2019 sono stati a luglio 1088, ad agosto 1268 in tutto il mese. Invece di rispondere con atti concreti sull'emergenza immigrazione, il governo centrale trova la soluzione: creiamo campi di concentramento, che chiamano tendopoli in un deposito militare a Vizzini, abbandonato da anni. Ci troviamo con tende che ci ricordano luoghi e scene da dimenticare assolutamente". 

Poi su Lampedusa. "Lampedusa è un'isola abbandonata a se stessa. E' caduto nel vuoto l'appello del sindaco Totò Martello, così come il sopralluogo del ministro dell'Interno Luciana Lamorgese. Appelli inascoltati, tant'è che ancora oggi la dichiarazione dello 'stato d'emergenza' non c'è". Il governo centrale la smetta di mostrare i muscoli e faccia il proprio dovere, che finora non ha fatto del tutto. Noi andremo avanti. No al un politica di bassa cucina e a campagna elettorale su questa materia. Ho il dovere di tutelare la salute della gente che sta sull'isola". 

Musumeci ha proseguito: "L'ordinanza, la terza firmata dal Governo regionale, è in linea con gli altri due provvedimenti firmati in materia anti Covid-19. Le competenze sono vostre? Anche quelle sanitarie? Se è vostra la competenza, siete fuori legge perché in questi centri non c'è alcuna garanzia di sicurezza". "Una task force - ha concluso - è a lavoro per verificare le condizioni di sicurezza dei centri di accoglienza, degli hotspot per i migranti, i numeri e le presenze in questi centri. Per verificare se ci siano le condizioni sanitarie adeguate per contenere il contagio da Coronavirus".

Gli scenari possibili

Anche se Nello Musumeci ha più volte ribadito di non voler cercare lo scontro politico, la frattura con Roma è ormai evidente e la crepa  si allarga grazie al sostegno incassato dagli alleati del centrodestra Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che si sono prodigati in attestati di solidarietà e critiche aspre a Pd e Movimento 5 Stelle. A questo punto la situazione sembra nuovamente assumere una piega squisitamente tecnica. La Regione "concede" altre 24 ore di tempo al Governo per trovare una soluzione alternativa o recepire l'ordinanza appena emanata. Tuttavia, sembra poco probabile che questa possa trovare attuazione a stretto giro. L'assessore alla Salute Ruggero Razza ha, quindi, preventivamente avviato un giro di ispezioni nei centri di permanenza temporanei per verificare, ancora una volta, lo stato di adeguamento alle recenti normative sul Covid-19 ed avvalorare la tesi dello stato di necessità. Qualora poi Roma giudicasse totalmente inattuabile la linea sposata da Musumeci, lui stesso si dice pronto a presentare ricorso, così come previsto dalla legge in questi casi.
 

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