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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Misilmeri

Fiumi di hashish da Palermo a Misilmeri per giovanissimi clienti, otto arrestati

La droga era comprata "all'ingrosso" nella zona dello Sperone o alla Guadagna e rivenduta poi in provincia. I carabinieri hanno accertato oltre 600 episodi in cinque mesi di indagini. La sostanza stupefacente era chiamata con nomi in codice come "lenticchie" e "croccantini"

Scoperta e smantellata la rete dello spaccio di hashish a Misilmeri. Dopo cinque mesi di indagini otto persone sono state arrestate nell'ambito dell'operazione dei carabinieri denominata "Pablito". Tre degli indagati sono già stati condotti nel carcere di Termini Imerese: si tratta del 47enne Salvatore Baiamonte, del 41enne Matteo Algozzino e del 25enne Giuseppe Pizzo, Per Pietro Perez, 31 anni, sono scattati i domiciliari. Ad altri tre indagati è stata notificata la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza con obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria tutti i giorni, anche durante i festivi, tra le 17 e le 18. L’ottavo indagato, B.G., ha solamente 18 anni e all’epoca dei fatti era ancora minorenne. Pertanto si trova presso il carcere minorile Malaspina di Palermo.

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Le indagini sono iniziate nel dicembre 2017 e terminate nell’aprile 2018. Sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Misilmeri e coordinate dalla Procura di Termini Imerese, attraverso pedinamenti e servizi di osservazione. Sono stati documentati numerosissimi episodi di spaccio al dettaglio di hashish da parte degli indagati nei confronti di altrettanti ragazzi, molti dei quali minorenni.

Droga da Palermo a Misilmeri: gli arrestati

"I pusher attivi sul centro abitato di Misilmeri - spiegano i carabinieri - facevano capo a Baiamonte il quale, dopo essersi rifornito di ingenti quantitativi di hashish da alcuni 'grossisti' palermitani tra i quali Pizzo e Algozzino nei quartieri dello Sperone e della Guadagna, provvedeva a confezionare lo stupefacente in singole dosi, che poi le consegnava ai suoi fidati pusher che ne curavano lo spaccio al dettaglio su due principali piazze di Misilmeri (piazza Fontana Nuova e una sala giochi di corso Vittorio Emanuele). L’attività di osservazione svolta dai carabinieri ha permesso di documentare oltre seicento episodi di spaccio da parte dei pusher nei confronti di loro clienti (alcuni anche minorenni)".

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Gli incontri tra cliente e spacciatore, erano generalmente preceduti da una breve telefonata con la quale veniva stabilito il luogo dell’appuntamento che veniva fissato quasi sempre presso una sala giochi o presso la piazza Fontana Nuova di Misilmeri. Gli indagati, per fare riferimento allo stupefacente per telefono, utilizzavano dei termini convenzionali come “croccantini”, “cose marroni”, “lenticchie”, “quelle cose”, “pigiamini”.

Durante le indagini i carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato tre persone, sequestrato circa 700 grammi di sostanza stupefacente del tipo hashish e segnalato alla Prefettura decine di clienti come assuntori di sostanze stupefacenti.

 
 

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