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Il caso

Stop anticipato per la mensa nelle scuole comunali, l'opposizione in Consiglio: "Che faranno gli alunni?"

Pd, Progetto Palermo e gruppo Misto hanno presentato un'interrogazione al sindaco Lagalla e all'assessore Tamajo: "L'interruzione del servizio refezione impedisce il tempo prolungato, favorisce la dispersione scolastica e priva i più fragili dell'unico pasto certo ed equilibrato. Siamo preoccupati"

Ultimi giorni di scuola senza mensa per i bambini che frequentano gli asili e le elementari comunali. Lo stop al servizio di refezione dovrebbe scattare a fine maggio per la scuola Primaria e a giugno per la scuola dell'Infanzia, come annunciato da una circolare inviata dall'area Istruzione e Formazione del Comune agli istituti, lasciando così scoperti 50 plessi che servono 2.800 alunni. 

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La notizia ha mobilitato i gruppi d'opposizione in Consiglio comunale, che hanno presentato un'interrogazione al sindaco Roberto Lagalla e all'assessore alla Scuola Aristide Tamajo per sapere come l'amministrazione intende rimediare. "Per il Comune la scuola finisce prima", tagliano corto i consiglieri comunali Teresa Piccione, Giuseppe Lupo, Rosario Arcoleo, Fabio Giambrone (Pd), Mariangela Di Gangi, Albero Mangano, Massimo Giaconia (Progetto Palermo) e Carmelo Miceli (gruppo Misto).

"Ci stupisce e preoccupa la nota mandata ai dirigenti delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie del Comune con la quale si annuncia la fine del servizio mensa al 31 maggio. Considerato che le scuole primarie e secondarie finiranno il 10 giugno e la scuola dell’infanzia il 30 giugno, ci chiediamo come sia possibile interrompere la mensa in quella data. Che faranno gli alunni e le alunne? Resteranno a casa? Non andranno più a scuola?".

"Certamente - concludono i consiglieri di centrosinistra - l'interruzione di tale servizio impedisce il tempo prolungato, favorisce la dispersione scolastica, rende più difficoltosa la conciliazione dei tempi di lavoro e famiglia, potrebbe persino privare i ragazzi più fragili dell’unico pasto certo ed equilibrato, che pare già essere stato sostituito in alcune scuole con panini e focacce, che certamente non possono essere pasti accettabili".  

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