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Mario Mori @Tm news-infophoto

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Mancata cattura di Provenzano, assolto Mori: era accusato di favoreggiamento

Scagionato anche il colonnello Obinu. La Corte ha anche disposto l'invio degli atti alla Procura per Capitano Ultimo, coinvolto in una sparatoria e accusato di falsa testimonianza

L'ex generale del Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu sono stati assolti in secondo grado dall'accusa di favoreggiamento aggravato alla mafia per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel '95. Lo ha deciso la Quinta Sezione della Corte d'Appello di Palermo, presieduta dal giudice Salvatore Di Vitale, che ha emesso la sentenza nell'aula bunker del carcere Pagliarelli, dopo tre giorni di camera di consiglio. I due anche in primo grado, il 17 luglio 2013, erano stati assolti. (GUARDA IL VIDEO)

"Questa nuova assoluzione è un ulteriore passo avanti per dimostrare la mia totale innocenza rispetto alle accuse che mi vengono rivolte. E soprattutto mi restituisce onorobilità come uomo e come ufficiale. Pertanto sono veramente soddisfatto dell'esito di questo processo". Ha detto il Generale in un video su Lookout News.

Dopo la lettura della sentenza invece il procuratore generale Roberto Scarpinato ha lasciato l'aula senza rilasciare dichiarazioni. La procura aveva chiesto una condanna a 4 anni e 6 mesi per Mori, 3 anni e 6 mesi per Obinu. Una richiesta più bassa rispetto a quella che era stata sollecitata in primo grado, perché è stato modificato il capo d'imputazione, escludendo l'aggravante del favoreggiamento a Cosa nostra e anche quella di aver agito in esecuzione di un eventuale patto stipulato con la trattativa Stato-mafia del 1992-1993.

Basilio Mìlio, legale dei due imputati: "E' un altro importante tassello verso la fine di questa che definirei una persecuzione. Altri tre giudici si sono pronunciati, hanno avvallato la decisione di primo grado. Credo sia un altro risultato importante. Eravamo fiduciosi in questa decisione". Sulle eventuali ripercussioni che questa sentenza potrebbe avere sull'altro processo in corso a Palermo, quello sulla trattativa Stato-mafia, Mìlio ha aggiunto: "Il processo trattativa è identico a questo qui. Stessi testimoni, stessi fatti. E credo che questa decisione sia importante anche per quel processo, di cui ritengo che questo sia un clone".

La Corte ha disposto anche l'invio degli atti alla Procura di Palermo per cinque carabinieri del Ros, tra cui il capitano Ultimo, relativamente alle loro eventuali false testimonianze per la vicenda di Terme Vigliatore, in provincia di Messina. Sergio De Caprio, conosciuto come Ultimo, è l’uomo che arrestò Toto Riina. I fatti si riferiscono alla sparatoria che nel '93 coinvolse il figlio di un imprenditore, Fortunato Imbesi, inseguito dai carabinieri del Ros e raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco. L’episodio, secondo l’accusa, è da ricondursi alla trattativa Stato-mafia che vedrebbe coinvolti i vertici del Ros. Sarebbe stata finalizzata a mettere in allarme il boss latitante Nitto Santapaola, che si nascondeva a Terme Vigliatore, per farlo fuggire. Ma i carabinieri si sono sempre difesi sostenendo di aver scambiato un cittadino comune per il boss Pietro Aglieri, mettendo in scena così un rocambolesco inseguimento. 

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