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Mafia, chiesta condanna a 4 anni e 6 mesi per Mario Mori

Il procuratore generale Roberto Scarpinato ha chiesto la pena di 3 anni e 6 mesi per il coimputato Mario Obinu. Cade l'aggravante della "trattativa". Il processo parte dalla mancata cattura, nel 1995, di Bernardo Provenzano

L'ex generale dei Ros Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu furono "scandalosamente inerti" quando, il 31 ottobre 1995, il boss Bernardo Provenzano sfuggi all'arresto. E' la tesi sostenuta dal procuratore generale Roberto Scarpinato, che oggi ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna di Mori a 4 anni e 6 mesi di reclusione e del coimputato Obinu a 3 anni e 6 mesi. Il procuratore ha escluso le aggravanti della cosiddetta "trattativa" e dell'avere agevolato Cosa nostra. L'unica aggravante rimasta in piedi nella nuova prospettazione accusatoria è l'avere commesso il reato ricoprendo la qualifica di pubblico ufficiale.

Si tratta del processo di appello per la mancata cattura di Bernardo Provenzano possibile - secondo l'accusa - già il 31 ottobre 1995, quando il boss corleonese avrebbe partecipato a un summit di mafia a Mezzojuso. Secondo i pm di primo grado, Antonio Ingroia e Nino Di Matteo, Provenzano sarebbe stato lasciato libero in virtù di un "patto" risalente a due anni prima, quando lo stesso boss avrebbe agevolato la cattura di Totò Riina, nell'ambito del complesso meccanismo della "trattativa" Stato-mafia. La Procura generale cambia prospettiva, sostenendo che non è chiaro né conta il motivo per cui Mori e Obinunon agirono.

L'udienza è stata rinviata all'8 febbraio per la difesa

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