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Foto tratta dal sito internet dell'Ippodromo

Foto tratta dal sito internet dell'Ippodromo

L'ombra di Cosa nostra sulle corse, chiude l'ippodromo

Lo ha deciso il ministero delle Politiche Agricole per garantire "la sicurezza e la prevenzione delle infiltrazioni criminali". Di gare truccate ha parlato recentemente anche il nuovo pentito Giovanni Vitale, detto il "Panda"

Stop alle corse e cancelli chiusi per l'ippodromo "La Favorita". Lo ha deciso il ministero delle Politiche Agricole, con un decreto del capo dipartimento Luca Bianchi, che è pubblicato sul sito dell'ippodromo. La chiusura è stata decisa per garantire "la sicurezza e la prevenzione delle infiltrazioni criminali".

A fare scattare le indagini è stato il presidente della società Ires, Giovanni Cascio. "A seguito delle irregolarità verificatesi in occasione della corsa del 24 febbraio scorso - si legge nella nota pubblicata sul sito internet dell'ippodromo - a tutela della società stessa e delle persone oneste che frequentano e lavorano presso l'ippodromo, sospende da domani lo svolgimento delle corse fino a quando non saranno messe in atto dalle Autorità preposte adeguate misure per poter garantire il corretto svolgimento delle corse e scongiurare il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata presso l'ippodromo". 

La gara in questione era stata annullata pochi minuti prima della partenza dai giudici di gara, che avevano rilevato manovre poco chiare tra i fantini e un flusso "strano" di scommesse.

Di mani della mafia sulle corse all'ippodromo "La Favorita" ha parlato recentemente anche il nuovo pentito Giovanni Vitale, detto il 'Panda'.  "Le corse erano tutte truccate - ha detto il neopentito al pm Annamaria Picozzi - non ce n’era una che non lo fosse. Al momento in cui noi entravamo all’ippodromo, automaticamente la corsa era truccata. Si vede subito, quando è così". "Io l'avevo detto - ha raccontato ai pm Vitale - che facendo quella corsa (non precisa quale ndr) ci sarebbero stati problemi. C'erano ragazzi nuovi, che avevano preso da poco il patentino. Ma Gioacchino Intravaia aveva per forza 'scritto' quella corsa".

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