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Gaetano Lo Coco

Gaetano Lo Coco

Blitz a Brancaccio, tra gli arrestati anche un candidato al Consiglio comunale

Si tratta di Gaetano Lo Coco, 41 anni, inserito in una delle liste che appoggiavano Ferrandelli. E' accusato di essersi occupato della ricerca di nuovi depositi per le società filtro, dei prestanome e del trasporto delle somme destinate alle famiglie di corso dei Mille

Era tra i candidati al Consiglio comunale - nella lista "Per Palermo con Fabrizio" - Gaetano Lo Coco, 41 anni, una delle 34 persone finite nella rete di polizia e guardia di finanza, che oggi hanno arrestato presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Brancaccio. "L'impegno... Comune" questo lo slogan scelto da Lo Coco per la sua campagna elettorale, tanto da averlo stampato pure sui fac-simile. In attesa di conoscere i risultati definitivi delle urne, sul sito del Comune di Palermo sono 317 i voti che Lo Coco avrebbe ottenuto alle Comunali.

Per conto di Francesco Paolo Clemente - ritenuto dagli investigatori del Gico della Polizia tributaria la mente del reticolo societario che ha consentito ai boss di Brancaccio di ritagliarsi un posto di rilievo nel settore degli imballaggi - Lo Coco si sarebbe "occupato personalmente della ricerca di nuovi depositi per le società filtro interposte, di soggetti prestanome nonché del trasferimento di ingenti somme di denaro in contante, così favorendo gli interessi e consentendo il sostentamento della famiglia di mafiosa di Corso dei Mille". E' quanto si legge nell'ordinanza del Gip. 

"Lo Coco, ben consapevole delle attività illecite di Clemente e del contesto criminale associativo nel quale è inserito, ammetteva di aver temuto che Clemente fosse stato arrestato" si legge ancora nell'ordinanza, che riporta delle intercettazioni a corredo: "Ma che minchia sono telefonate da farsi che io sono a centinaia di chilometri e mi arriva una telefonata di questa... io mi spavento, io ho pensato sai che cosa? Che ho pensato? La prima cosa che ho pensato? Che dice, a posto, è finito il film, X (il riferimento è a Francesco Paolo Clemente ndr) in Argentina. Se lo sono portati in Argentina ho detto! Sicuro". Clemente dal canto suo comunicava a Lo Coco, che erano stati eseguiti degli arresti e che "per poco sono scappato, per poco. Mi dicevano che hanno fatto un blitz ieri sera... si sono portati un po' di persone".

Le intercettazioni: "Gli bruciamo solo la tavola..."

Il 14 gennaio del 2015 "Clemente - si legge in un altro passo dell'ordinanza - partiva da Palermo e accompagnato dal suo braccio destro Lo Coco visitava i v (parola incomprensibile ndr) Italia per stabilire il prezzo a cui acquistare gli imballaggi, anche in virtù delle numerose chiamate ricevute, nelle quali i sodali chiedono come comportarsi".

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