Ippodromo chiuso da due anni, i lavoratori scendono in piazza

Organizzata per mercoledì una manifestazione con concentramento a piazza Verdi e corteo fino a Palazzo delle Aquile: "Chiediamo chiarezza e certezze sulla pubblicazione del bando"

In piazza per chiedere la riapertura dell'Ippodromo. Mercoledì alle 9 manifestazione con concentramento a piazza Verdi e corteo fino a Palazzo delle Aquile. La protesta, organizzata dalla Slc Cgil Palermo, con gli ex lavoratori dell’Ippodromo e della filiera ippica, nasce per sollecitare il Comune di Palermo all’emissione del bando pubblico, più volte annunciato, per la gestione dell’Ippodromo della Favorita e per la riapertura al pubblico e alla città dello storico impianto. “Chiediamo chiarezza e certezze sulla pubblicazione del bando e sulla riapertura – conclude Rosso – perché l’illegalità si combatte soprattutto creando occupazione e sviluppo”.

Con l'iniziativa del 29, nata dopo diverse richieste e numerosi solleciti, l'Slc intende manifestare sotto la sede del Comune di Palermo preoccupazione e dissenso per i ritardi e le lungaggini burocratiche “che rischiano di tenere per tanto tempo ancora questo luogo chiuso alla città, privando i lavoratori del proprio futuro”.

“E’ inaccettabile – dichiara il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso - che un impianto sportivo di tale importanza e di così grande tradizione sia chiuso da quasi due anni. L'Ippodromo di Palermo, oltre alla sua destinazione naturale, è un impianto che può ospitare grandissime manifestazioni culturali e  commerciali e può essere eletto a sede di grandi eventi, come retrospettive cinematografiche e fotografiche, mostre, appuntamenti culturali, di moda, di artigianato, ippoterapia e  tanto altro ancora”. 

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La chiusura prolungata, secondo la Slc, rischia di provocare danni economici rilevanti come il deprezzamento dell’impianto ormai abbandonato a se stesso, la perdita dei fondi del Mipaaf per le corse dei cavalli, che verrebbero dirottati in altri ippodromi, la perdita di posti di lavoro per tutto l’indotto. “Tutto questo costituisce un  disincentivo anche  per i potenziali investitori. Un luogo così importante per la città – continua Rosso - può avere tutte le possibilità per sviluppare economie, sport, cultura, turismo e forme aggregazione sociale. Chiediamo pertanto che l’ippodromo de 'La Favorita' sia riconsegnato immediatamente alla città intera e ai lavoratori, a salvaguardia dello sviluppo e dell’occupazione”. 

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