Giovedì, 5 Agosto 2021
Incidenti stradali

Quei morti all'ombra della stele di Capaci: "Piangerli è pericoloso, le auto ti arrivano addosso"

Obelisco di Falcone in autostrada, area di emergenza a rischio incidenti? Lo zio di un ragazzo morto vicino al monumento da 13 anni ogni domenica si reca sul posto a lasciare un mazzo di fiori per suo nipote: "Quando mi fermo là sotto ho paura"

L'area di emergenza nei pressi del monumento della strage di Capaci

Non sono per Giovanni Falcone, né per la sua scorta, né tantomeno per Francesca Morvillo, quei fiori che spesso qualcuno lascia sotto l’obelisco che ricorda la strage di Capaci. Ma per Francesco Giambona, che all’alba del 18 dicembre del 2005 perse la vita a soli 18 anni in un incidente stradale, mentre era a bordo di un’auto che si schiantò all’altezza dell’area di emergenza del monumento, sull’autostrada A29, in direzione Palermo.

Sei anni dopo, il giorno di Natale del 2011, la 13enne palermitana Vanessa Pannizzo perse la vita nello stesso luogo, dopo che la Peugeot su cui viaggiava finì contro il guard rail, all’ombra dell’obelisco. Due giovani vittime della strada, in un luogo simbolo della memoria civile del Paese. Eppure, da più parti è stato spesso sottolineato come l’area di emergenza sia a rischio sicurezza, proprio perché in prossimità di una curva. Basta fermarsi con l’auto sullo slargo per accorgersi, in effetti, di essere fin troppo vicini alle auto che passano sfrecciando a velocità.

Non a caso, l’articolo 158 del Codice della strada prevede che la fermata e la sosta dei veicoli, sia vietata, tra l’altro, “sui dossi e nelle curve e, fuori dai centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità”. A sottolineare il pericolo dell’area, un paio d’anni fa, fu anche l’allora direttore dell'offerta informativa Rai, Carlo Verdelli, che, ospite di “Porta a Porta” su Rai Uno, suscitando non poche polemiche, dichiarò: “Perdonatemi se lo dico: ma quel monumento di Capaci, se qualcuno lo ha visto da vicino, è un'infamia. Perché di fronte a quel monumento delle vittime della mafia non ci si può neppure fermare con la macchina perché ti tirano sotto. C'è una piazzola piccolissima".

Lo sa bene Antonio Inzirillo, zio di Francesco Giambona, che da 13 anni ogni domenica si reca sul posto a lasciare un mazzo di fiori per suo nipote. La piccola lapide ed il vaso sarebbero rimossi ogni anno in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. “Lascio sempre i fiori per mio nipote e poi non li trovo più – dice Inzirillo a PalermoToday  - io vorrei soltanto poter onorare la memoria di quel ragazzo e non nascondo che quando mi fermo nell’area di sosta, ho sempre paura che qualche auto possa venirmi addosso”.

Ma dall’Anas tengono a precisare che quella sottostante all’obelisco è una piazzola d’emergenza e non un’area di sosta, ciò significa che le auto possono fermarsi soltanto per estrema necessità. “Al di là del fatto che poi una volta all’anno con accorgimenti ben noti, il 23 maggio si celebri il ricordo della strage - spiegano dall'ufficio stampa dell'Anas - durante gli altri giorni bisogna considerare che si tratta di piazzole d’emergenza, ciò significa che non ci si dovrebbe fermare per ammirare la stele, ma solo in casi di estrema necessità”.

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