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Furto al centro "Padre Nostro" di Brancaccio: "Solito silenzio del quartiere omertoso"

Il presidente Maurizio Artale invoca l'aiuto del prefetto. Rubati sacchi di cemento e rete elettrosaldata dal cantiere in cui sorgerà un centro per anziani. E dal Consiglio comunale c'è il sì alla modifica della convenzione con l'associazione

Nuovo raid ai danni del Centro di accoglienza "Padre Nostro" di Brancaccio, fondato dal beato Pino Puglisi. Ignoti ieri notte sono entrati nell’area del cantiere dove sorgerà il Centro aggregativo diurno per anziani (ex mulino a Brancaccio) e hanno rubato alcuni sacchi di cemento e la rete elettrosaldata. Tutto è avvenuto nel "solito silenzio del quartiere omertoso che, circa 22 anni fa, fu spettatore dell’omicidio del Beato Giuseppe Puglisi" dice Maurizio Artale, presidente del Centro di accoglienza.

"Cari soliti noti, noi questo Centro lo finiremo e lo inaugureremo secondo i tempi prestabiliti - aggiunge Artale -. Ricordatevi che in futuro potreste essere ospiti di questa struttura e quel giorno vi vergognerete di ciò che avete fatto". Da Artale arriva un appello al prefetto Antonella De Miro perché istituisca nel quartiere di Brancaccio un presidio stabile, "altrimenti - conclude - saremo costretti a provvedere diversamente".

Oggi intanto Sala delle Lapidi ha modificato la convenzione tra la struttura e il Comune. La delibera è stata approvata con 18 voti favorevoli e 5 astenuti. Al posto della stradella che porta ai campi di calcetto, l'associazione aumenterà il numero di giornate e di ore dell'attività pubblica, nonché l'erogazione di altri servizi sociali. Con un ordine del giorno (primo firmatario Rosario Filoramo del Pd), il Consiglio ha impegnato l'amministrazione a presentare (unitamente al rendiconto di gestione) una relazione annuale sullo stato delle convenzioni stipulate con le associazioni. Un modo per monitorare ciò che fanno le associazioni, visto che gli uffici non sono in possesso di dati e notizie certe. Il centro "Padre Nostro", ad esempio, sulla base della convenzione, a fronte della variante urbanistica per realizzare impianti sportivi su un terreno contrassegnato come verde agricolo, avrebbe dovuto realizzare una stradella d'accesso. Ma non è stata in grado di affrontare i lavori che richiedevano anche opere di urbanizzazione primaria.

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