Cronaca

Truffa milionaria all'Inps: pensioni a finti invalidi, 4 condanne

Altri 17 sono stati rinviati a giudizio. Il processo - che vedrà l'Inps parte civile - inizierà a ottobre. Secondo gli investigatori gli indagati erano in grado di fare ottenere sussidi a persone non in possesso dei requisiti di legge, anche con l'aiuto di false badanti

Il nome dell'operazione è tutto un programma: "malati immaginari". Quattro dei componenti di una banda che procurava false attestazioni di invalidità sono stati condannati per truffa e tentata estorsione e altri 17 sono stati rinviati a giudizio. Il processo inizierà a ottobre e vedrà l'Inps parte civile. (GUARDA IL VIDEO)

La sentenza contro i quattro imputati è stata emessa col rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo. La pena più severa è stata inflitta a Giuseppe Cinà, 63 anni, un passato lavorativo - breve in verità - da muratore. Cinà riceveva l'assegno dell'Inps già da quando aveva 30 anni. Secondo gli inquirenti, si adoperava anche per trovare delle persone che, spacciandosi per badanti o familiari, erano disposte ad assistere il paziente durante la visita davanti alla commissione medica. Ma il lavoro si paga, ed ecco che il compenso era di 50 euro a visita. Alcune delle badanti ricevevano un sussidio a loro volta. "Non voglio lavorare più... lo Stato mi deve campare!, io il muratore facevo, facevo il barista...", diceva Cinà nelle intercettazioni. Ma la pensione spetta anche alle sue donne. "Tu - dice nel corso di una conversazione intercettata - devi prendere 800 euro al mese. Ci arriveremo, stai tranquilla ... Tu sei l'amante mia e tu camperai come dico io, hai capito?". 

Sono scattate altre 3 condanne. Due anni sono stati inflitti a Giovanna Naccari e Patrizia Ribaudo, un anno e 4 mesi a Maria Vaccaro. Sono stati mandati a giudizio invece Andrea Tantillo, Giovanni Tantillo, Nicola Cipolla, Alina Nicoleta Carmaz, Paola Pipitone, Salvatore Abbate, Deborah Serpa, Alba Barcellona, Franca Cinà, Nunzio Cinà, Loreta Giammona, Francesco Longo, Maddalena Marano, Paolo Meli, Giuseppe Mignosi, Maria Modica, Antonio Seidita. 

Le pensioni di invalidità oscillavano tra i 500 e i 700 euro. L'inchiesta nel luglio del 2015 ha portato a 6 arresti, mentre altri 12 indagati si erano visti notificare l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (LEGGI I NOMI). Tra gli accusati anche persone ritenute vicine ai clan. Per l'Inps un danno da un milione e mezzo. C'era perfino chi - a soli trent'anni e in perfette condizioni di salute - percepiva la pensione di invalidità. O chi aveva problemi tanto gravi da dovere essere accompagnato da una badante... che però risulta invalida e bisognosa di un supporto a sua volta. 

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