Cronaca

"Giro di cocaina nella Agrigento bene": indagati tre palermitani

Si tratta di una donna di 41 anni e di due uomini di 35 e 43 anni: disposta consulenza tecnica sui telefoni cellulari sequestrati "per verificare contatti, sms, chiamate ed estrapolare dati e documenti utili alle indagini"

L’inchiesta sul presunto giro di cocaina nella “Agrigento bene”, che nelle scorse settimane ha fatto scattare tre arresti, si allarga e coinvolge anche alcuni palermitani. Il pubblico ministero Alessandra Russo ha iscritto altre quattro persone nel registro degli indagati e ha disposto una consulenza tecnica su alcuni telefoni cellulari sequestrati “per verificare contatti, sms, chiamate ed estrapolare dati e documenti utili alle indagini”. Adesso, nel registro degli indagati, sono finiti i palermitani Nicola Algozino, 35 anni; Vito Valenti, 43 anni; Rosaria Noto, 41 anni (oltre all’empedoclino Pietro Fratacci, 29 anni).  Il magistrato titolare dell’inchiesta, in particolare, ha riunito alcune indagini ritenendo che vi potesse essere un collegamento.

L’operazione principale ha portato al sequestro di dieci grammi di cocaina, cinquanta di marijuana e oltre centoventi di hashish. In tre sono stati arrestati. Si tratta dell’operaio Calogero Bellaccomo, 32 anni, del ristoratore Simone Modica, 42 anni, titolare di una delle più note trattorie di Agrigento e di Alessandro Pinzarrone, 34 anni, gestore di un bar. Il gip Alessandra Vella, al termine dell’interrogatorio, aveva convalidato l’arresto applicando solo a Pinzarrone, la cui posizione è apparsa la più delicata, la misura cautelare dell’obbligo di dimora ad Agrigento. Per gli altri due indagati, pur essendo confermato il provvedimento dei carabinieri, non è stata applicata alcuna misura.

L’operazione dei carabinieri è partita dall’abitazione di Modica. È lì che i militari vanno a “botta sicura” convinti, sulla base di una precedente attività investigativa, che avrebbero trovato della droga. La droga era nascosta nella camera da letto. L’operazione continua per tutta la notte, con perquisizioni anche nelle altre abitazioni. A occuparsi dell’inchiesta, dopo l’unificazione con altri fascicoli, è il magistrato Alessandra Russo che ha disposto la consulenza sui telefoni che sarà eseguita da Antonino D’Amico. L’incarico sarà conferito l’8 maggio. Gli indagati, difesi fra gli altri dagli avvocati Salvatore Pennica, Arnaldo Faro, Davide Cortese, Giuseppe Giglione e Daniele Re, potranno nominare un proprio consulente di parte per le operazioni tecniche. 

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