Cervello, al pronto soccorso per problemi alla colecisti: "Mio padre sulla barella da tre giorni"

Il figlio di un degente si è improvvisato reporter per raccontare, anche con le immagini, le condizioni del pronto soccorso: "Cattivi odori, sporcizia, personale ridotto all'osso. Sindaco, intervieni tu"

Il pronto soccorso dell'ospedale Cervello

Corridoi disseminati di barelle, sporcizia ad ogni angolo e bagni maleodoranti. Queste le condizioni del pronto soccorso dell'ospedale Cervello segnalate da un cittadino, che ha scattato foto e scritto direttamente ai vertici dell'azienda sanitaria. Il padre, ricoverato sabato scorso per una colecisti, dovrà stare sotto osservazione ancora qualche giorno: "Mi riferiscono che non c’è posto - racconta a PalermoToday Emanuele La Rosa - e dunque dovrà stare su una barella in corridoio come un’altra ventina di persone".

Lo scorso novembre aveva fatto scalpore lo sfogo della fotografa palermitana Letizia Battaglia e il suo appello al Sindaco dopo il ricovero nello stesso ospedale per una polmonite: "Luca, dovresti vedere: è un inferno". E anche La Rosa chiama in causa Orlando (che comunque non ha competenze sugli ospedali ndr) per "sistemare la situazione": "Ci sono solo tre dottori che devono dare retta a un centinaio di pazienti cui si aggiungono quelli che vanno arrivando al pronto soccorso. L'ospedale è sporco, i bagni sono indecenti, c’è puzza e un’aria soffocante. Non si può stare così, non è giusto: siamo umani, non bestie".

Poi racconta di un altro utente, una ragazzina disabile, che non avrebbe trovato spazio per essere ricoverata. "Le hanno diagnosticato una polmonite - conclude La Rosa - ma è stata rimandata a casa perchè non c'erano né una barella disponibile né un letto. Ho capito che tornerà in day hospital o qualcosa del genere. Vengono fatti tagli alla sanità mentre ci sarebbe bisogno di altro personale e di strutture nuove. Il personale, nonostante tutto, cerca di svolgere il proprio lavoro al meglio ma con questa confusione non è possibile. E' una situazione vergognosa".

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All’appello si è unita la nipote di un’anziana signora ricoverata nello stesso ospedale e rimasta per 5 giorni su una barella: "Mia nonna - racconta Valentina Cortina - è obesa e diabetica, ha una grave insufficienza renale e respiratoria, con ulcere infette alle gambe. E’ stata messa su un barella con un materassino alto meno di 8 centimetri e senza sistema antidecubito (foto allegata). In 108 ore le sono spuntate un sacco di piaghe alla schiena e abbiamo dovuto sollecitare il personale per un’ora intera per farla pulire dai propri bisogni".

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