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Il Parroco Giuseppe Turco assiste ai soccorsi - foto Zagone

Il Parroco Giuseppe Turco assiste ai soccorsi - foto Zagone

In via Bagolino tra silenzi e rabbia Il parroco ricorda le vittime

La folla assiste con poca speranza alle ricerche dei dispersi. Attimi di tensione tra la polizia e i familiari delle vittime. Padre Turco pensa a Ignazio Accardi e Maria La Mattina: “Ogni domenica venivano a messa…”

C’era uno strano silenzio fra le vie Montalbo e Bagolino stamattina. Un silenzio misto a molteplici sentimenti che si leggevano negli occhi, tutti rivolti all’insù, a quella palazzina che la scorsa notte ha ceduto infrangendo le vite di una coppia di anziani. C’era lo sguardo speranzoso e quello di chi le speranze le ha già perse. Poi alle 11 la tensione diventa più alta. Corre la voce, poi confermata del ritrovamento del cadavere di Maria La Mattina ed in quel momento che il dolore prende il sopravvento sui tanti familiari e conoscenti radunati in via Bagolino. C’è stato anche qualche momento di tensione con la polizia che inizialmente, per far mantenere l’ordine si era opposta all’ingresso in massa dei familiari che volevano vedere il cadavere.

“Erano delle persone splendide – racconta padre Giuseppe Turco, parroco della vicina chiesa di Nostra Signora della Consolazione che probabilmente celebrerà i funerali nei prossimi giorni -. Marito e moglie, ogni domenica, anche quella appena scorsa, erano soliti venire a Messa e frequentare regolarmente la parrocchia. Il signor Accardi faceva anche parte del circolo per anziani e l’ultima volta che l’ho visto è stato ieri pomeriggio intorno alle 17,30, stava benissimo…”. Poi con gli occhi lucidi commenta: “Mai potevo aspettarmi di vivere una situazione del genere”.

Davanti alle strisce rosse e bianche che i carabinieri hanno sistemato per tentare di arginare la folla che si accalcava per avere notizie incontriamo anche Giovanni Ferranti che racconta: “Negli anni novanta ho vissuto nella palazzina accanto, quella al numero 53, per diverso tempo subito dopo il matrimonio. Adesso vedere quello che sta accadendo mi fa venire i brividi – dice con gli occhi gonfi -. Sono qui dalle cinque di questa mattina, proprio perché qui c’è un pezzo del mio cuore”.

Passano pochi minuti e i carabinieri costringono i presenti, giornalisti compresi, ad indietreggiare. “Bisogna andare indietro di almeno venti metri” dicono. Quando chiediamo spiegazioni la risposta lascia spiazzati tutti, compreso Ferranti: “La palazzina al numero 53 rischia di crollare”.

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