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Un laboratorio-museo sulla storia dell'antimafia: nasce il "No mafia memorial"

Avrà sede a Palazzo Gulì e sarà articolato in due aree: una didattica e storica, l'altra prettamente museale ed espositiva secondo gli standard del museo emozionale

Raccontare la storia della mafia, la sua evoluzione ma anche la ribellione dei cittadini e promuovere la partecipazione della società civile a un progetto di costruzione del futuro. E' l'idea che ha portato alla nascita del "No mafia memorial", il memoriale-laboratorio della lotta alla mafia istituito dal Comune, su progetto del Centro Impastato e in collaborazione con la testata giornalistica regionale della Rai.

Il memoriale, che sarà ospitato nei locali di Palazzo Gulì in corso Vittorio Emanuele, è stato presentato dal sindaco Leoluca Orlando, dal presidente del Centro Impastato Umberto Santino, da Vincenzo Morgante e Salvatore Cusimano per Rai e Claudia Ciccia per Banca Popolare Etica.

"La città di Palermo e la Sicilia - spiegano i promotori dell'iniziativa - sono stati luoghi emblematici dello svolgersi del fenomeno mafioso anche se da tempo ne ha varcato i confini. Queste ragioni fanno di Palermo il luogo naturale di una istituzione finalizzata a testimoniare e raccontare il forte impatto che la mafia ha avuto sulla società, a ricostruire la storia dell’associazione mafiosa e delle mobilitazioni contro di essa e a promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini a un progetto di liberazione e di costruzione del futuro".

"No mafia memorial" vuole raccontare e far rivivere una storia spesso ridotta ad alcuni episodi mediaticamente ricorrenti e con largo impiego di stereotipi, coniugando il duplice profilo dello sviluppo del fenomeno mafioso, fin dalle sue manifestazioni iniziali, e delle lotte contro di esso, sul piano giudiziario-istituzionale e su quello sociale, politico e culturale. L’intento è quello di rileggere correttamente la storia, ma soprattutto di offrire una chiave di lettura del presente contribuendo alla progettazione partecipata del futuro con una attenzione costante alla ri-costruzione di una identità della comunità locale.

L’idea di creare a Palermo un Memoriale-laboratorio della lotta alla mafia viene lanciata per la prima volta dal Centro Impastato nel giugno del 2005 con il documento “La memoria e il progetto. Per la creazione di un Memoriale-Laboratorio della lotta alla mafia”, che ne indica le linee-guida e raccoglie numerose e qualificate adesioni, a livello locale, nazionale e internazionale. Nel 2015, da un confronto tra l’amministrazione comunale e il Centro Impastato, l’idea di dar vita al Memoriale diventa progetto di massima e si traduce nella delibera della Giunta per la creazione di una nuova Istituzione culturale per la quale il Comune mette a disposizione i locali di Palazzo Gulì e il Centro Impastato conferisce il proprio patrimonio di studi, ricerche e pubblicazioni, la biblioteca-emeroteca, l’archivio storico e fotografico di documenti e atti giudiziari oltre a mettere a disposizione il proprio Gruppo di lavoro, formato da soci e collaboratori, tutti professionalmente qualificati e tutti volontari.

Nelle sale al piano nobile del Palazzo si svilupperà un percorso espositivo/multimediale che racconta la storia della mafia dalle origini a oggi e, insieme, le storie di lotta alla mafia e il contesto sociale nel quale entrambe si sono svolte. Pur seguendo un filo cronologico, il racconto è costruito su una vera e propria sceneggiatura che mette insieme linguaggi tradizionali come pannelli e fotografie di grande formato con le più innovative tecnologie digitali interattive capaci di coinvolgere emotivamente il visitatore. Le visite saranno guidate da una sequenza temporale predefinita dettata da apparati multimediali. Saranno fornite ad ogni visitatore cuffie guida in varie lingue che spiegheranno e indirizzeranno durante la visita.  Il percorso storico sarà rappresentato avvalendosi della letteratura più qualificata e delle ricerche del Centro Impastato che, per la definizione dei contenuti da presentare al pubblico, affiancherà al suo gruppo di lavoro un gruppo di consulenza formato da giornalisti specializzati del quale fanno parte Lirio Abbate, Nino Amadore, Riccardo Arena, Rino Cascio, Salvatore Cusimano, Enrico Del Mercato, Dino Paternostro, Bianca Stancanelli.

Nell’autunno 2016 sarà promossa una rete di adesioni al Memoriale per raccogliere le donazioni e le risorse finanziarie necessarie per l’allestimento della sede di Palazzo Gulì. Sulla trasparenza delle adesioni e dell’utilizzo dei fondi vigilerà un Comitato di Garanti composto da Enzo Campo, Francesco Giambrone, Francesco La Licata, Simona Mafai, Daniele Marannano.

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