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La protesta ai Quattro Canti

La protesta ai Quattro Canti

Covid, gli studenti in piazza: "Vogliamo tornare a scuola presto e in sicurezza"

La Rete degli Studenti Medi Sicilia ha organizzato un sit in ai Quattro Canti. I ragazzi parlano di interventi "mal strutturati" e chiedono "una programmazione che provi a risolvere tutti i nodi attuali della discussione: trasporti, edilizia, dispersione scolastica, didattica, strumentazioni"

Tornare a scuola presto e in sicurezza. Sono le richieste avanzate dalla Rete degli Studenti Medi Sicilia che oggi, nel rispetto delle norme anti Covid, ha dato vita a manifestazioni in più città siciliane. Un sit in è stato inscenato anche a Palermo, ai Quattro Canti. "Non voglio decidere tra diritto allo studio e diritto alla salute", si legge in uno striscione esposto.

"Gli studenti siciliani mancano da scuola da più di dieci mesi, ed è chiaro che ciò che finora è stato fatto per cercare di porre rimedio alla prolungata assenza dalle aule si è rivelato insufficiente o mal strutturato - denunciano in una nota i manifestanti -. Da parte delle istituzioni, regionali e nazionali, sono stati per due volte annunciati il rientro e lo svolgimento della maggior parte dell’anno scolastico in presenza, e per due volte sono mancati interventi, progettazione, pianificazione a breve e lungo termine, costringendo gli studenti a dover continuare l’anno in Didattica a Distanza, soluzione provvisoria che però continua a presentare moltissime problematicità (una su tutte, la dispersione scolastica). Nonostante i molteplici punti critici, tuttavia, al momento quella delle lezioni a distanza sembra essere l’unica via percorribile, dato che rientrare in presenza oggi, senza interventi significativi fatti a dicembre, sarebbe solamente un rischio per gli studenti". 

La Rete degli Studenti Medi Sicilia chiede "una programmazione per il rientro che provi a risolvere tutti i nodi attuali della discussione - quindi trasporti, edilizia, dispersione scolastica, didattica, strumentazioni in dotazione delle scuole - e un’apertura al dialogo da parte degli organi regionali competenti verso le associazioni studentesche. Non ci si può più permettere di preparare il rientro poche settimane prima la data prestabilita, serve attivarsi adesso per tornare in presenza e soprattutto in sicurezza il prima possibile". 
 

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