Niente sfilata e "babbaluci", il virus ferma anche il Festino: "Celebrazioni in streaming"

L'appuntamento di luglio potrebbe slittare a settembre, ma in versione più intima e senza assembramenti. L'assessore Darawsha: "No a feste vecchia maniera, col Covid non si scherza". Allo studio varie ipotesi, come quella di registrare delle scene sulla vita della Santuzza

Tra tante ipotesi in campo, una cosa è certa: scordatevi il Festino di Santa Rosalia alla vecchia maniera, con la folla oceanica di persone che riempie il Cassaro dalla Cattedrale a Porta Felice al seguito del carro e il maxi assembramento al Foro italico. Scordatevi babbaluci e muluna, i venditori ambulanti per strada, il folklore, gli artisti e le loro perfomance sul corso Vittorio Emanuele al ritmo di musica e balli, gli ammuttuna di cianchi cu cianchi

Il Coronavirus, la peste del secondo millennio, fermerà il classico appuntamento con la Santuzza portata in trionfo. Quella festa - metà religiosa e metà pagana - che nella notte tra il 14 e il 15 luglio porta in strada migliaia e migliaia di persone (devoti e non). La 396esima edizione del Festino non si farà. O quanto meno non si farà nelle forme classiche note ai palermitani. E fa riflettere che ciò sia determinato da una pandemia, proprio perché l'omaggio alla Santuzza è iniziato dopo la liberazione di Palermo dalla peste.

Il Comune naviga a vista, ma ha già messo in conto un rinvio. Quando? Una delle ipotesi più quotate al momento è di fare slittare al 4 settembre (giorno dell'acchianata) i festeggiamenti che solitamente si tengono a luglio. Ma non vi è nulla di deciso. La parola d'ordine, com'è giusto che sia, è prudenza. Troppo alto il rischio della consueta festa: sarebbe un invito agli assembramenti, con tutti gli annessi e connessi in termini sanitari.

"Non sarò certo io che sono un medico - esordisce l'assessore comunale alle Culture Adham Darawsha, contattato da PalermoToday - ad organizzare una festa in piena emergenza epidemiologica. Il rischio è che vada a finire come la partita dell'Atalanta contro il Valencia a Milano. Non si scherza con il Coronavirus, siamo di fronte ad una tragedia: in italia sono morte 26 mila persone, come se fossero spariti tutti gli abitanti del centro storico di Palermo. Sugli eventi culturali pubblici serve buon senso. Il Festino come tutti lo conosciamo quest'anno non si farà".

Si va quindi verso una festa più sobria, azzerando la parte artistica e mantenendo solo quella religiosa? "Una via di mezzo - risponde Darawsha -. Stiamo pensando di registrare alcune scene filmiche della vita di Rosalia e di trasmetterle in streaming, sui social o via tv. Una delle location in cui girare queste scene potrebbe essere Monte Pellegrino, nella grotta, proprio perché è un posto isolato. Cercheremo inoltre di diluire le celebrazioni religiose, cercando di andare incontro ai fedeli e allo stesso tempo di evitare gli assembramenti. Sarà un Festino più intimo e di meditazione. Ne abbiamo anche discusso con l'arcivescovo Lorefice, al momento privilegiamo una versione più religiosa".

L'assessore Darawsha, giovedì scorso, ha riunito l'Accademia di Belle arti, la Foss, i teatri Massimo e Biondo per tracciare un percorso, individuando soluzioni che possano garantire i festeggiamenti alla Santuzza. Il fatto che il Comune si sia rivolto a quattro istituzioni pubbliche lascia intuire che l'organizzazione del Festino 2020 non sia affidata a privati. Il bando tra l'altro è scaduto a febbraio scorso e quello nuovo, a causa dell'emergenza Covid, non è stato redatto dagli uffici. "Ove servano determinati servizi, comunque, l'assessorato farà apposite gare" dice Darawsha, ribandendo che "le ipotesi in campo sono subordinati a tante incognite".

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La data è una di queste. A settembre si potrebbe sfruttare il weekend che va da venerdì 4 a domenica 6. Ma c'è anche l'opzione che non si faccia nulla se la situazione sanitaria non lo consentirà". Oppure che si facciano delle iniziative simboliche: c'è chi parla ad esempio di lasciare il carro di Santa Rosalia da solo ai Quattro canti. "Il carro del 2019 è rimasto a piazza Marina, di fronte palazzo Galletti. Quest'anno abbiamo deciso di non smontarlo ma di farlo diventare un monumento turistico. Non è escluso che, a livello simbolico, possa essere riusato".

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