Cronaca Addaura

Addaura Reef, "Truffa alla Regione": condannati i titolari

Un anno e mezzo sono stati decisi dalla terza sezione penale per Daniele Di Gregoli e Corrado Caronna. Cade il reato di false fatturazioni. Prescritto il reato di abuso d'ufficio. Il Tribunale ha anche condannato i due imputati alla restituzione del finanziamento

L'ex Addaura Reef

Condannati in primo grado i titolari della società Calanica, che gestiva il lido balneare Addaura Reef. Un anno e mezzo sono stati decisi dalla terza sezione penale per Daniele Di Gregoli e Corrado Caronna, accusati di truffa ai danni della Regione. Cade il reato di false fatturazioni. Prescritto il reato di abuso d'ufficio, contestato in concorso con alcuni funzionari comunali. Per Di Gregoli e Caronna i pubblici ministeri Maria Forti e Alessandro Picchi avevano chiesto la condanna a due danni. Il Tribunale ha anche condannato i due imputati alla restituzione del finanziamento e al pagamento di un'ammenda da sessanta mila euro.

Le indagini del pm Alessandro Picchi sono partite a seguito d'un esposto anonimo. Secondo gli atti, la procura avrebbe contestato la concessione dell'area da parte del comune, avvenuta senza regolare gara pubblica, nonché l'uso improprio da parte della "Calanica" di circa 230 mila euro di fondi Por. L'area marittima demaniale su cui sorge l'Addaura Reef rientrava nel progetto, approvato nel 2004 dal Comune, secondo il quale quel tratto sarebbe dovuto essere destinato alla creazione di una spiaggia attrezzata. Due anni dopo, nel 2006, la stessa zona era stata esclusa a seguito di una delibera nella quale il comune si prendeva formalmente la responsabilità di bonificare e rinaturalizzare l'area. Il passo successivo vede l'assegnazione dell'area demaniale alla "Calanica", che avrebbe inoltre usufruito del finanziamento regionale, favorendo esclusivamente i guadagni della società e non la creazione di una spiaggia attrezzata a prezzi convenienti.

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