Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca

Sette anni senza Carlo, ricordato al Lauria il "gigante buono"

I familiari di Carlo Ruvolo, deceduto a 22 anni dopo uno scontro fra auto avvenuto in via Messina Marine nel 2014, hanno organizzato un momento di raccoglimento al club canottieri di Mondello. La lettera di mamma Paola: "Ragazzi, la vita è una sola, state attenti"

Sono passati ormai sette anni da quella tragica notte in cui Carlo Ruvolo, appena ventiduenne, è stato strappato alla vita da un incidente stradale. E come ogni anno i familiari e gli amici hanno organizzato al club Roggero di Lauria un momento di raccoglimento per ricordare il "gigante buono", una giovane promessa del canottaggio che viveva nella zona di via Montalbo e al quale è stato dedicato un capannone della struttura sportiva che si trova a Mondello.

"Purtroppo sono sette, sette lunghissimi anni senza te. Carlo era un meraviglioso ragazzo - dice mamma Paola - dedito alla famiglia, al lavoro e all’amore per la vita, allo sport e agli amici, sempre solare e allegro, pronto a fare festa e ad aiutare tutti coloro che ne avevano bisogno. Purtroppo quella maledetta notte ci hai lasciato a causa di coloro che non pensano al pericolo ma giocano con la propria vita e quella degli altri".

Quella notte Carlo stava rientrando a casa con un amico, a bordo di una Peugeot 106 che si è schiantata contro una Range Rover Evoque in via Messina Marine. Ad avere la peggio è stato proprio il giovane canoista, deceduto poco prima dell’arrivo in ospedale. Entrambi gli automobilisti sono stati condannati in primo grado: 3 anni e 4 mesi all’amico della vittima, risultato positivo all’alcol test, e 1 anno e 4 mesi all’altro conducente.

"Vorremmo che questo momento - ha continuato mamma Paola rivolgendosi a tutti i giovani - possa servire per ricordare Carlo ma soprattutto per sensibilizzarvi a pensare ogni giorno alla bellezza della vita e alle conseguenze delle nostre azioni. Ricordate sempre che ogni volta che usciamo da casa c’è una famiglia che sta in ansia sino al nostro ritorno. La vita è soltanto una e dobbiamo sfruttarla al meglio. Godetevi la vita in ogni singolo momento, divertitevi ma non superate mai i limiti".

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Dopo la lettura di queste parole i partecipanti hanno liberato in cielo decine di palloncini bianchi destinati a Carlo. "Siamo certi che oggi ci guarda dall’alto e protegge la sua famiglie e tutte le persone a lui care. Il momento di ieri - afferma papa Giuseppe - è stato emozionante. Vogliamo ringraziare il presidente del club, Andrea Vitale, tutti i consiglieri, i coach, gli atleti del Telimar e del Circolo canottieri, padre Michele Giuffrida, gli amici, i parenti e anche chi non ha avuto la possibilità di essere presente ma è stato con noi con il cuore".

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