Anziano ucciso dai cinghiali a Cefalù, Regione condannata: "Nessuna prevenzione"

I fatti risalgono all'agosto del 2015. Salvatore Raimondo era all'esterno della sua casa di campagna, quando venne aggredito. In suo aiuto la moglie, rimasta ferita. Per il giudice Palazzo d'Orleans non ha attuato "piani di intervento mirato che avrebbero potuto evitare l'evento"

"La Regione non ha avviato un'azione appropriata per fermare la proliferazione dei cinghiali nelle Madonie". Con questa motivazione il giudice monocratico del tribunale, Monica Montante, ha condannato l'assessorato all'Agricoltura a pagare oltre 371 mila euro ai familiari di Salvatore Raimondo, morto proprio per le ferite causate dall'aggressione di alcuni cinghiali. I fatti risalgono all'agosto del 2015.

L'uomo, 77 anni, era nella sua casa di campagna. Si trovava fuori dalla sua abitazione quando venne aggredito da alcuni cinghiali. Le urla attirarono l'attenzione della moglie, rimasta ferita. Per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Adesso il giudice ha in pratica accolto la tesi dei legali della famiglia Rinaudo (Giuseppe Muffoletto, Maurizio Di Chiara e Sonia Lecca) secondo i quali l'eccessivo numero di cinghiali rappresenta un grave pericolo. La Regione, ha stabilito il giudice, non avrebbe infatti attuato "piani di intervento mirato che, ove posti in essere, avrebbero potuto evitare l'evento dannoso, di per sé prevedibile sotto il profilo della imputabilità soggettiva".

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