Bloccare l'uso dei telefonini in carcere, arrivano i jammer

A giugno si svolgeranno le sessioni formative per il personale di polizia penitenziaria sul funzionamento degli inibitori di cellulari acquistati dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per migliorare la sicurezza degli istituti

Si svolgeranno nel prossimo mese di giugno - e si parte da Palermo - le sessioni formative per il personale di polizia penitenziaria sul funzionamento dei jammer, gli inibitori di telefoni cellulari acquistati dal dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per migliorare la sicurezza degli istituti. Lo comunica una nota del Ministero della giustizia.

Le giornate formative saranno curate dalla ditta aggiudicataria dell'appalto e coinvolgeranno 10 unità di personale per ciascun Provveditorato, che saranno istruite sui principi di funzionamento e sul corretto utilizzo di tali apparecchiature. Il calendario prevede la prima sessione nel Prap di Palermo l'11 giugno; poi, a seguire, sarà la volta di Catanzaro il 13, Padova il 14, Bologna il 17, Firenze il 18, Torino e Napoli il 25, Milano e Cagliari il 26, Roma il 27 e per finire Bari il 28. Sono 165 i jammer per l'inibizione delle frequenze telefoniche che il Dap ha programmato di acquistare nel 2019.

Insieme ai 200 rilevatori manuali di telefoni cellulari anche spenti, ai due apparati Imsi per la cattura di frequenze telefoniche e ai 65 apparati rilevatori di traffico di fonia e dati, costituiscono la gran parte dello stanziamento di quasi 3,5 milioni di euro per l'anno in corso che il Dipartimento ha investito per la sicurezza degli istituti penitenziari. In particolare, per contrastare, con tecnologie in grado di inibire o isolarne il segnale, l'introduzione abusiva di apparati telefonici mobili negli istituti penitenziari.

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