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Ragazzino violentato, il racconto choc: "Mi dava 70 euro, lo abbiamo fatto 15 volte"

Santo Lo Galbo, 38 anni, da due settimane è in carcere con accuse pesantissime, dalla cessione di droga alla violenza su minore. Avrebbe circuito la vittima tra i vicoli di Ballarò e della Vucciria

Avrebbe adescato un ragazzino di 15 anni per poi abusare carnalmente di lui, forse anche grazie all’utilizzo di droghe. La vittima, un giovanissimo bengalese, sarebbe stata fermata casualmente per strada. Il suo aguzzino, un palermitano, Santo Lo Galbo, 38 anni, da due settimane è in carcere, con accuse pesantissime, dalla cessione di droga alla violenza su minore. Avrebbe circuito il ragazzino tra i vicoli di Ballarò e della Vucciria, dove gli era capitato di incontrarlo in più occasioni. All’uscita da scuola, nella zona dei pub vicina ai mercati storici mentre passeggiava con qualche suo amichetto, alla fermata del bus. Prima quattro chiacchiere, poi l’invito a bere una birra o una Coca cola insieme, magari facendo anche due tiri da una canna. Infine la proposta di andare a vedere casa dell’uomo. Gli agenti sono andati ad ammanettarlo lo scorso 17 dicembre, nell’abitazione dove viveva insieme alla madre, non lontano dalla stazione centrale. Una storia venuta fuori solo dopo che il giovane ha trovato il coraggio di aprirsi e raccontare tutto.

VIOLENZA SESSUALE SU UN RAGAZZINO, ARRESTATO

"Io lo facevo, cioè andavo con lui e mi drogavo, perché mi sentivo più grande e lo dicevo ai miei amici per vantarmi...". Inizia così il racconto del ragazzino bengalese, riportato oggi dal Giornale di Sicilia. Il primo incontro è sul finire del 2015: l’uomo fumava una "canna", seduto per terra alla Stazione, e il ragazzino si era incuriosito. Successivamente l’indagato aveva offerto al minorenne sigarette "normali": "A me - aveva detto a verbale al pm - la cosa incuriosiva e non ero impaurito, anche perché non avevo mai vissuto episodi spiacevoli con qualcuno".

In quella che sarebbe poi diventata la sua trappola, secondo quanto ricostruito della Procura, l’uomo avrebbe consumato anche droghe pesanti in presenza del ragazzino, incuriosito e probabilmente anche un po’ spaventato da ciò che vedeva. Il giovane bengalese, invogliato a provare, avrebbe anche assaggiato dell’erba. Un paio di tiri e forse anche dell’altro. Tutta roba di cui non aveva mai sentito parlare alla sua giovane età. A quel punto Roberto, approfittando dello strana confidenza acquisita, usando la superiorità fisica e arrivando a minacciarlo, lo avrebbe indotto a toccarlo. Poi ad avere anche rapporti sessuali.

A novembre di due anni fa la prima uscita insieme e l’offerta di una sigaretta di "erba" comprata a Ballarò: il quattordicenne vomita e poi sviene. I genitori del ragazzino lo avevano scoperto e lo avevano punito, vietandogli di uscire per due settimane. Ma la punizione finisce presto. Arrivano la cocaina e l’eroina. "Siamo andati a casa sua - racconta la vittima - e ha tirato fuori una bustina blu. Dentro c’era una polvere bianca: mi ha detto che era cocaina e mi ha chiesto se volevo tirare". Il giorno dopo Lo Galbo insiste: "Mi ha detto che mi faceva stare più sveglio e allora ho pensato che poteva essere buono per i compiti, lo studio... Non sentivo nessun effetto, ma mi sentivo agghiacciato alla gola e amaro...". Ma il ragazzo a scuola fa troppe assenze e viene bocciato. Lo Galbo, stando al suo racconto, gli somministra anche eroina: "Mi sentivo più rilassato, quando la fumavo, più tranquillo, senza rumori, però mi faceva vomitare, più delle canne. È successo tante, tantissime volte. L’eroina la comprava a Ballarò, da nigeriani che vendono frutta". Lo Galbo porta regolarmente il quindicenne a casa. Gli dà 70 euro: "Resta, ti offro tutti i soldi che vuoi e tu ti diverti". Usa un coltello per minacciare la sua vittima. Le violenze vanno avanti: 15-16 volte, dice il ragazzino. Fino a quando i genitori vanno alla polizia. 

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