Aggressione Brumotti, associazioni Zen: “Da condannare, ma questo non è giornalismo”

L'auto su cui viaggiava l'inviato di Striscia, nel quartiere per realizzare un servizio sullo spaccio di droga, è stata colpita da sassi. Le associazioni del territorio parlano di sciacallaggio: "A pagare l’ennesimo sensazionalismo ancora una volta la comunità"

"Pensiamo che mostrare gli effetti del disagio sociale, senza indagarne le cause, non sia giornalismo, ma sciacallaggio. E a pagare lo scotto dell’ennesimo sensazionalismo sullo Zen rischia di essere ancora una volta la comunità tutta". Con queste parole le associazioni Laboratorio Zen Insieme, Bayty Baytik, Lievito Onlus e associazione Handala commentano l'aggressione all’inviato di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti, e alla troupe della trasmissione tv avvenuta allo Zen ieri.

Brumotti e la troupe di "Striscia" aggrediti allo Zen, ecco cosa è successo | Video

Brumotti e la sua troupe si trovavano nel quartiere per documentare come viene gestito lo spaccio di stupefacenti, quando, usciti dall’auto, sono stati aggrediti da un folto gruppo di abitanti del quartiere. Insultati e minacciati di morte, si sono visti piovere addosso dei sassi. Poi la troupe è rientrata nella vettura blindata per ripararsi dagli aggressori "quando all’improvviso - si legge nella nota della trasmissione - il tetto è stato sfondato da un pesante blocco di cemento lanciato da un piano alto di una casa e la portiera è stata perforata da un colpo di arma da fuoco, pare di calibro 12".

I carabinieri, che indagano sull'episodio, intanto hanno portato l'auto di Brumotti nella sede della compagnia di San Lorenzo per i rilievi. La vettura è stata ispezionata minuziosamente, ma non è stata trovata alcuna ogiva. Nessuna traccia quindi del colpo d'arma da fuoco, anche se sono in corso altri accertamenti. 

“Che gli spacciatori, a Palermo come a New York, per quel poco che ne sappiamo, non gradiscano che qualcuno gli punti una telecamera addosso - continuano le associazioni - sinceramente fatichiamo a considerarla una notizia. Questo quartiere negli anni si è visto raccontare dalla stampa senza particolari disagi, per questo non nascondiamo l’amarezza davanti a un’operazione che ai più smaliziati potrebbe apparire quasi pensata per far salire lo share. Un dubbio che, sinceramente, ci lascia indignati. Ci auguriamo di sbagliarci, ma non vorremmo si trattasse dell’ennesima speculazione sulla pelle della gente dello Zen, per quella che da anni lavora in silenzio e senza pietismi per costruire il proprio riscatto”.

Laboratorio Zen Insieme, Bayty Baytik, Lievito Onlus e Associazione Handala condannano l'aggressione, ma sono molto dispiaciute per l'accaduto "anche alla luce del rischio che si getti ombra su un lavoro costante e silenzioso di riscatto, portato avanti faticosamente insieme alla gente del quartiere. Lo spaccio di stupefacenti, allo Zen come in qualunque altro quartiere del nostro Paese, è una realtà - concludono - contro cui le istituzioni devono fare i conti. Allo Zen queste attività non soltanto vengono contrastate, ma ogni giorno, faticosamente, c’è chi prova a costruire le condizioni per cui le risposte alle povertà siano diverse. Per fugare ogni dubbio sul fatto che lo spaccio sia una scelta, personale e censurabile, e non una delle risposte possibili alla condizione di povertà assoluta”.

Sull'episodio interviene anche il sindaco Leoluca Orlando. "Esprimo - si legge in un post un Facebook - la netta condanna per quanto avvenuto ieri, gesti criminali verso l'inviato di Striscia la Notizia, i cui autori auspico siano presto individuati dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Il mio apprezzamento e plauso al lavoro quotidiano delle forze dell'ordine e per quanti nel quartiere, cittadini e associazioni, si prodigano e praticano ogni giorno la cultura della legalità dei diritti".

Condanna per quanto accaduto alla troupe televisiva e sostegno alle associazioni che operano nel quartiere anche dalla Cgil. “Sullo Zen deve continuare l'opera di riqualificazione. E le istituzioni devono investire per creare occasioni di impiego e posti di lavoro, unico modo per smantellare lo spaccio di droga che è una realtà sempre più estesa e preoccupante in tutti i quartieri di periferia – dice il segretario provinciale Enzo Campo – Va supportato il lavoro delle associazioni, che stanno svolgendo un ruolo fondamentale e che non possono essere in alcun modo lasciate sole a sobbarcarsi un compito silenzioso di riscatto sociale, portato avanti con la gente del quartiere. Serve un intervento costante delle forze dell'ordine e delle istituzioni per un controllo del territorio e per porre, con investimenti per la crescita e l'occupazione, un argine allo stato di disagio sul quale si innesta la crescita delle attività illegali e criminali”.

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