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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Il sogno green di Palermo: "Un intero quartiere produrrà da solo l'energia consumata"

E' lo scopo di un progetto portato avanti da Città Metropolitana, Comune e Amg per la realizzazione della prima “comunità energetica”, si punta all’autosufficienza di un'area densamente abitata

Fare diventare una zona di Palermo "comunità energetica", un modello sperimentale e innovativo in cui l’energia elettrica e termica viene prodotta da fonti rinnovabili, condivisa e soprattutto auto-consumata, cogliendo le agevolazioni offerte dalla nuova normativa in materia. A portare avanti un progetto che parla di transizione energetica, tema quanto mai attuale, di nuovi modelli di organizzazione sociale e di un fondamentale cambio di passo culturale, è la sinergia fra la Città Metropolitana, il Comune e Amg. Alla base c’è la firma di un protocollo d’intesa per la redazione di uno studio di fattibilità per la realizzazione in un quartiere di Palermo di una prima “comunità energetica”, ossia un insieme di cittadini che collaborano per produrre da fonti rinnovabili, consumare e gestire l’energia attraverso uno o più impianti locali con l’obiettivo della generazione distribuita e dell’autosufficienza.

La Città metropolitana interverrà con le risorse previste nel quadro del progetto “InterAgiamo-Azione 7”, finanziato con le risorse dell’avviso pubblico del ministero dell’Ambiente rivolto alle città metropolitane. Il Comune individuerà il sito o i siti ritenuti idonei di concerto con Amg Energia, società partecipata dal Comune di distribuzione metano e manutenzione illuminazione pubblica, che ha già nella sua mission la gestione dell’energia a tutto tondo con particolare attenzione alle fonti rinnovabili e che redigerà lo studio di fattibilità per la realizzazione della comunità energetica in collaborazione con Enea e Gse, il Gestore dei servizi energetici. La società si candida poi ad applicare su larga scala questo modello che è ampiamente replicabile.

Palermo si inserisce così in un percorso di innovazione, sulla scia delle prime esperienze avviate nel mondo e in Europa (da New York alla Germania) e in Italia, ma soprattutto guarda alla forma più avanzata di produzione e consumo di energia da fonti sostenibili e rinnovabili che bene si adatta alla dimensione metropolitana, in linea con nuovi modelli di produzione e consumo indicati dall’Unione Europea per il 2030.

Nel quartiere “pilota” - che deve ancora essere individuato - verrà messo a punto "un modello sperimentale, innovativo e replicabile, di produzione, dando priorità all’energia solare, e contestuale condivisione di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili in un contesto densamente urbanizzato. Verranno identificati - informa una nota - un gruppo di edifici e un contiguo contesto urbano e verrà fatta una valutazione relativa alla fattibilità tecnica ed economica ma anche all’efficacia, agli eventuali ostacoli, alle opportunità di ulteriore sviluppo connesse all’attivazione di una comunità energetica. Verranno anche analizzati gli aspetti di carattere economico, ambientale, amministrativo e gli effetti di natura sociale e le possibili ricadute occupazionali. I risultati ottenuti sul 'quartiere pilota' costituiranno elemento di confronto rispetto alla valutazione di sostenibilità di una comunità più ampia".

"Continua il cammino di cambio culturale della nostra città - dice il sindaco Leoluca Orlando - anche nel settore energetico all’interno della transizione ecologica. Di particolare rilievo è l’approccio comunitario del protocollo che aiuta a radicare nei territori e nella vita quotidiana della città un percorso virtuoso".

“Il progetto è la declinazione dell’idea dell’'energy sharing' – sottolinea il presidente di Amg Energia, Mario Butera – la condivisione e lo scambio dell’energia prodotta e accumulata localmente da fonti più pulite in un’ottica di collaborazione, che rende assoluto protagonista il cittadino, non più consumatore passivo ma identificato dal neologismo 'prosumer', produttore e auto-consumatore. È un salto in avanti che ha in sé un forte potenziale di trasformatore sociale per facilitare l’adozione di comportamenti ecosostenibili ma anche per supportare eventuali situazioni di povertà energetica”.

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