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Difesa rosanero a tre: idea di Pioli o di Zamparini?

L'allenatore, presentato come un amante del modulo con tre centrali, durante lo scorso campionato ha fatto giocare così il Chievo dal primo minuto soltanto per cinque volte e i risultati sono stati negativi

A prescindere dalla meravigliosa e pesante punizione di Miccoli, il momento clou di Palermo-Thun è stato il 16’ del secondo tempo, quando subito dopo la rete del 2-1 degli svizzeri di Schneider, Pioli ha tolto Munoz e ha inserito Bacinovic, passando dalla difesa a 3 a una linea a 4. Il Palermo da lì in poi si è mosso meglio e seppur con una manovra confusa e riuscito a trovare in extremis il pareggio che lascia aperta la qualificazione.


Andiamo al nocciolo della questione. Stefano Pioli è arrivato a Palermo ed è stato presentato come un amante dei tre centrali dietro ma scorrendo i tabellini della passata stagione si scopre che l’allenatore al Chievo ha adottato dal primo minuto il 3-5-2 solo in cinque occasioni e i risultati, tra l’altro, non sono stati strabilianti: tre pareggi con Lazio, Parma e Juventus, due sconfitte con Cagliari e Fiorentina.

Il Chievo nel campionato 2010/2011 ha giocato l’intero girone di andata col 4-3-1-2 o col 4-4-2. Sardo e Mantovani rispettivamente esterni a destra e a sinistra, Cesar e Andreolli centrali. I gialloblù dopo un inizio sprint (nove punti nelle prime quattro gare) hanno un rendimento costellato di alti e bassi e chiudono la prima parte della stagione con 22 punti. Nel ritorno altro avvio ottimo con due pari e due vittorie nelle prime quattro giornate. Poi alla quinta, la trasferta a Roma con la Lazio. Lì Pioli schiera per la prima volta dall’inizio la linea a 3 con Nicolas Frey, Cesar e Mantovani sono, sulle fasce due esterni difensivi come Sardo e Jokic. Il Chievo dopo essere passato in svantaggio nel primo tempo, pareggia nella ripresa con Cesar e nel complesso gioca una buona gara. Tant’è che Pioli conferma il modulo per la successiva gara con il Cagliari, in Sardegna, con la sola variante di Mandelli al posto di Mantovani. I veneti crollano in Sardegna ed escono sconfitti con un pesante 4-1. Da lì inizia il periodo più critico della stagione clivense. Pioli torna al 4-3-1-2 ma arrivano le sconfitte in casa col Milan (1-2) e in trasferta col Cesena (1-0 per i romagnoli).  Forse per ricompattare la squadra in occasione delle due consecutive in casa, l’allenatore riprova la difesa a 3 contro Parma e Fiorentina, ma l’esperimento non riesce. Arrivano uno 0-0 e una sconfitta per 1-0 coi viola. Da lì in poi Pioli opta sempre per la linea a 4, tranne in occasione della trasferta con la Juve a Torino, che finisce 2-2. La squadra riesce a risalire la china e chiude il campionato all’undicesimo posto con 46 punti in classifica, vincendo l’ultima giornata per 3-1 a Palermo, sotto una pioggia torrenziale, coi rosa che avevano già la testa alla finale di coppa Italia. Anche in quell’occasione il modulo schierato da Pioli è il 4-3-1-2.

??Insomma il nuovo allenatore del Palermo non sembra assolutamente un profeta della difesa a 3 e pensando ai continui screzi tra Zamparini e Rossi dell’anno scorso proprio sul modo di schierare il pacchetto arretrato viene il dubbio che la linea Munoz-Bovo-Mantovani sia un’idea che arriva dall’alto. Un’idea che al momento non sembra la migliore per i rosanero. Chissà cosa succederà nel ritorno con il Thun in Svizzera.

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