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Palazzo dei Normanni - sede dell'Ars

Palazzo dei Normanni - sede dell'Ars

Ex Province, a volte ritornano: primo sì all'Ars, previsti gettoni per i consiglieri

Passa in commissione Affari istituzionali il disegno di legge che prevede l'elezione diretta dei consiglieri e dei sindaci metropolitani e dei consiglieri e dei presidenti dei liberi consorzi. Stravolta la "storica" riforma annunciata da Crocetta nel 2013

Passa in commissione Affari istituzionali all'Ars il disegno di legge che prevede l'elezione diretta dei consiglieri e dei sindaci metropolitani (che saranno 3: Palermo, Catania e Messina) e dei consiglieri e dei presidenti dei Liberi consorzi (che saranno 6). Un primo sì - in attesa del voto dell'Aula - per la modifica della legge Delrio, che aveva abolito le Province, grazie alla convergenza di Pd e Forza Italia (contrari solo i deputati del M5S). 

Prima Regione ad annunciare l'abolizione dele Province, con l'ormai storica dichiarazione su Rai Uno del governatore Rosario Crocetta nel febbraio 2013, la Sicilia non ha mai competato la riforma. Che adesso potrebbe essere stravolta. L'intesa politica c'è. E così le elezioni di secondo livello scelte inizialmente dal governo regionale e approvate dall’Ars (mai però svolte) potrebbero essere archiviate definitivamente, per ritornare alle elezioni dirette. Da celebrare entro il 28 febbraio del 2018.

Ma non è tutto. Il testo votato dalla commissione Affari istituzionali dell'Ars stabilisce anche un gettone di presenza: il presidente della città metropolitana o del Libero consorzio riceverà uno stipendio pari a quello del sindaco del capoluogo; mentre il consigliere avrà un compenso equiparato a quello dei consiglieri comunali.

"Il ddl approvato in commissione Affari istituzionali all'Ars restituisce finalmente la parola ai siciliani, sottraendola alle segreterie di partito". A dirlo sono i deputati regionali di Forza Italia Marco Falcone e Franco Rinaldi che esprimono soddisfazione anche per "il taglio del 30% del numero dei consiglieri". La nuova norma, aggiungono, "consentirà infatti il giusto equilibrio tra rappresentanza e contenimento dei costi. La presenza di una governance realmente espressione dei cittadini rimetterà in moto quegli enti sovracomunali che torneranno ad essere punto di riferimento vero per i nostri territori, come già accadeva prima della riforma, a dir poco catastrofica, di Rosario Crocetta".

“Tornare all'elezione diretta per i consiglieri, per i presidenti dei Liberi consorzi e per i Sindaci metropolitani è la scelta giusta per far governare gli enti intermedi secondo logiche democratiche ponendo fine alla fase commissariale che è stata deleteria ed ha annullato il potere del popolo di indicare i propri rappresentanti. Con il ddl approvato oggi in I commissione Ars si apre la strada al suffragio universale per far tornare la politica nelle ex province. La riforma voluta da Crocetta è stato un fallimento che ha ridotto sul lastrico gli enti intermedi che una volta rappresentavano un punto di riferimento anche per i comuni per la gestione di importanti servizi". Lo afferma Marco Forzese, capogruppo dei Centristi per la Sicilia all'Ars.

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