Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

Reddito per le “coppie di fatto”, presentato disegno di legge all’Ars

Si tratta di una rendita minima garantita per i nuclei di convivenza residenti in Sicilia che guadagnano meno di seimila euro all’anno. Potrà essere applicata anche per le coppier gay. Oddo: “Nuovo modello di welfare”

Reddito minimo garantito per i nuclei di convivenza meno abbienti che sono residenti in Sicilia. Non ci sarà una distinzione di sesso, razza e religione e dunque il provvedimento, unico nel suo genere in Italia, potrà essere applicato anche alle coppie gay che ne faranno richiesta. E' quanto prevede il disegno di legge presentato stamani in conferenza stampa all'Ars e firmato dai parlamentari Oddo (primo firmatario), Dipasquale, Di Giacinto, Coltraro, Malafarina.

La proposta, che adesso passerà al vaglio delle commissioni per poi approdare in aula all'Ars, vede anche la firma del governatore Rosario Crocetta in qualità di deputato. La novità assoluta è che per la prima volta la Regione riconosce la convivenza omosessuale. "Sarà possibile garantire un reddito minimo al nucleo di convivenza che ha un reddito annuale complessivo inferiore a 6000 euro – ha spiegato Nello Dipasquale stamani in conferenza stampa – e in questo modo si cercherà di offrire un ristoro economico da parte della Regione alle famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese e che dunque versano in gravi difficoltà. Di questi giorni le drammatiche notizie di cronaca nera che hanno messo in evidenza le enormi difficoltà di alcuni nuclei familiari sia in Sicilia che nel resto d’Italia. Con questo provvedimento la Regione, grazie anche all'input di Crocetta, cerca di dare delle prime concrete risposte".

Una rivoluzione vera e propria, come ha sottolineato Nino Oddo: "E' un provvedimento che andrà oltre sesso, razza e religione e dunque potrà essere applicato anche alle coppie di fatto e omosessuali. Un nuovo modello di welfare". Nei Comuni saranno attivati appositi registri dove le coppie certificheranno la propria convivenza. Si pensa di attingere ai fondi comunitari prevedendo già nel primo anno di attivazione del provvedimento un plafond di 50 milioni di euro. Già a marzo scorso il governatore Crocetta, annunciando il taglio delle Province, aveva contestualmente parlato dell'attivazione del reddito minimo garantito.

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