Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Stop all'aumento della Tari, ma è emergenza rifiuti: il consiglio comunale ferma il piano per la Rap

Al termine di una lunga seduta notturna, sala delle Lapidi ha scelto di non votare la delibera che avrebbe permesso all'azienda di recuperare 24 milioni di euro di extra-costi per la chiusura di Bellolampo e il nuovo tariffario della tassa sui rifiuti

A Palermo l'emergenza rifiuti, stavolta, è davvero alle porte. Il Consiglio comunale, al termine di una seduta che si è chiusa alle 2 di notte, ha scelto di non votare la delibera con il Piano economico finanziario 2020 della Rap e il nuovo tariffario della Tari 2021. Uno smacco per la maggioranza del sindaco Leoluca Orlando che in sala della Lapidi non può più contare su una maggioranza. Stop, intanto, almeno per quest'anno, agli aumenti sulla tassa sui rifiuti. 

Il Piano comprendeva i 24 milioni di euro di extracosti che la Rap ha affrontato nel 2020 per il trasporto e il conferimento dei rifiuti palermitani presso le discariche fuori città a causa della chiusura di Bellolampo. Inoltre, se approvata, avrebbe consentito all'azienda di ricevere anche una anticipazione di 16 milioni di euro dell’intero ammontare dei crediti che Rap vanta nei confronti del Comune

La votazione della delibera è saltata perché, dopo l'ennesima interruzione, in aula si sono presentati soltanto nove consiglieri di maggioranza invece di dieci. Che, pure se sommati ai sei consiglieri di opposizione che avevano garantito la loro presenza, non hanno permesso al Consiglio di raggiungere il numero legale.

"Confermo la volontà e l'esigenza di garantire la natura pubblica del servizio rifiuti e stimolarne l'efficienza disponendo delle risorse necessarie. Ritengo fondamentale evitare destabilizzanti aumenti 'ballerini' della Tari. L'amministrazione comunale, nonostante tutto e nonostante taluni, si impegnerà sempre facendo il possibile per mettere in sicurezza il necessario funzionamento e svolgimento del servizio", commenta il sindaco Leoluca Orlando.

L'assessore al Bilancio ed ai rapporti con Rap, Sergio Marino, ha affermato che "purtroppo si è deciso di non decidere. Alla fine ci si trova in una situazione paradossale che certamente non viene incontro alle, pur comprensibili, esigenze della città. Non so se quanto avvenuto sia recuperabile ma da parte nostra faremo quanto è nelle nostre possibilità per evitare un danno irrecuperabile al Comune e, quindi, ai cittadini".

Per Marino "far gravare gli extracosti sostenuti da Rap solo sul 2022 e 2023 certamente oggi aiuta i cittadini ma domani appesantirà il prelievo a carico degli stessi". Gli aumenti, infatti, dovranno essere comunque recuperati prima o poi e quindi è probabile che graveranno sulle tariffe del 2022 e del 2023. "I costi del servizio relativo ai rifiuti vanno obbligatoriamente inseriti nel perimetro Tari e soluzioni diverse comportano percorsi insidiosi. Valuteremo con gli uffici se esistono percorsi che possano portare il Comune in sicurezza. Comprendo le difficoltà che ha avuto anche il Consiglio nel dover deliberare atti significativi ma quanto si è determinato a mio avviso non è la soluzione migliore".

Le reazioni

"Siamo una forza politica seria che non fugge davanti alle difficoltà - dice il capogruppo del Pd al Comune di Palermo, Rosario Arcoleo -. Davanti al rischio concreto del fallimento di Rap e di sicura crisi per la città, abbiamo proposto di suddividere in tre annualità eque l'extra-costo per il trasferimento dei rifiuti in altre discariche, causato da responsabilità del governo regionale, che non ha per tempo provveduto, alle autorizzazioni per la manutenzione della sesta vasca e alla realizzazione della settima". 

"La delibera andava approvata - commenta Giulio Tantillo, consigliere di Forza Italia - ma con un emendamento che consentisse di rinviare gli aumenti della Tari al 2022 a causa delle conseguenze economiche del Covid sulle finanze delle famiglie parlamentari". Altri componenti dell'opposizione, oggi con numeri di maggioranza, non la pensavano però allo stesso modo. A questo proposito, Barbara Evola di Sinistra Comune parla di "viltà politica". "Le delibere proposte - dicono i consiglieri di Sinistra Comune Fausto Melluso, Katia Orlando e Marcello Susinno e la stessa Evola - si potevano migliorare e rendere più eque, come abbiamo cercato di fare attraverso la presentazione di due emendamenti. Non si potevano invece non trattare, come si è determinato per scelta esclusiva di forze di opposizione che sono ampia maggioranza in Consiglio. Una gestione dell’aula faziosa e irresponsabile ha impedito che l’aula potessedemocraticamente esprimersi sui due atti deliberativi"

"Come più volte affermato e ribadito dal segretario generale e dal ragioniere generale - raccontano i consiglieri di Avanti Insieme Valentina Chinnici, Massimo Giaconia, Claudia Rini - la mancata approvazione di questi atti molto probabilmente genererà effetti devastanti, che si potrebbero configurare in grave danno erariale per il Comune e in instabilità aziendale per la Rap". "Speravamo - proseguono - considerata l’importanza degli atti sottoposti alla votazione del Consiglio, che prevalesse il buon senso e l’amore per la nostra città, invece, questa notte si è potuto registrare da parte di una buona componente dell’opposizione un elevato cinismo, irrisione e noncuranza rispetto alle sorti della partecipata Rap, dei suoi dipendenti e della città tutta".

"La buona notizia per le famiglie palermitane è che non si registrerà alcun aumento sulle tariffe della Tari, che resteranno invariate rispetto alle quote degli ultimi due anni. Tuttavia, sono alquanto preoccupato per la futura stabilità della partecipata Rap perché la sensazione è che dietro a queste 'non' scelte da parte di alcuni gruppi consiliari, specie del centrodestra, ci sia celata una manovra che mira a dar vita a un progetto di privatizzazione della Rap", dice Antonino Randazzo, consigliere comunale del Movimento 5 stelle.

"Occorre certamente dare stabilità e garanzie alla Rap - dice Igor Gelarda, capogruppo della Lega a palazzo delle Aquile - ma non è tollerabile farlo prendendo in giro i palermitani, che sarebbero stati costretti a pagare un aumento della tassa sui rifiuti che in questo momento è un balzello perché il servizio erogato è praticamente nullo". "Ormai - è il parere del consigliere comunale Marianna Caronia - siamo in piena emergenza ed è evidente che l'amministrazione comunale, il sindaco e i suoi assessori non sono in grado di affrontarla. Per questo chiedo al prefetto di convocare con urgenza un tavolo tecnico e di prendere le redini della situazione, per impedire che si interrompa un servizio essenziale e per far fronte alla sempre più grave emergenza igienico-sanitaria che incombe su Palermo".

“L’amministrazione comunale e l’ormai ex maggioranza a Sala delle Lapidi sono allo sbando e a pagarne il prezzo sono la città e la Rap: se le tariffe Tari 2021 non sono state approvate la colpa è solo di un’amministrazione distratta e arrogante, incapace di garantire i servizi e di rassicurare i lavoratori", dicono senza mezzi termini i rappesentanti di Italia Viva. E aggiungono: "I consiglieri comunali hanno scoperto solo all’ultimo che il Pef conteneva un aumento da 10 milioni di euro che nessuno ha saputo giustificare. Provare a scaricare sugli altri le proprie colpe o millantare fantomatici pericoli di privatizzazioni è un copione tristemente già visto, ma che fa a pugni con la realtà e non basta a coprire i disastri di questa amministrazione".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Stop all'aumento della Tari, ma è emergenza rifiuti: il consiglio comunale ferma il piano per la Rap

PalermoToday è in caricamento