Mafia, il ministro Bonafede ricorda Falcone e ribadisce: "Dobbiamo essere uniti nella lotta"

Il titolare della Giustizia ha preso parte alla decima Conferenza delle Parti della Convenzione di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale (Untoc) e ha citato l'impegno del giudice palermitano ucciso nella strage di Capaci del 1992

"Anche nei momenti di grande difficoltà come quello che tutto il mondo sta vivendo, dobbiamo continuare a essere uniti nella lotta alla criminalità organizzata". Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha preso parte oggi in rappresentanza dell’Italia alla decima Conferenza delle Parti della Convenzione di Palermo contro la criminalità organizzata transnazionale (Untoc). In via Arenula, oltre al Guardasigilli, erano presenti anche il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero de Raho e il procuratore generale della Corte di Cassazione Giovanni Salvi.

Intervenendo in videoconferenza alla sessione introduttiva dei lavori, Bonafede ha sostenuto che la Convenzione, a cui aderiscono 190 Paesi di tutto il mondo, “è divenuta l’unico vero strumento globale di cooperazione giudiziaria e lotta contro le più gravi forme di criminalità organizzata, tra cui varie attività delittuose connesse al terrorismo, alla tratta di esseri umani, alla produzione e circolazione illecita di armamenti”. “L’Italia – ha proseguito il Guardasigilli – ha dato e vuole continuare a dare un significativo contributo ai collaudati meccanismi della Convenzione, con la consapevolezza che essa rappresenta e resterà un presidio fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata di tipo mafioso”.
 
Durante il suo intervento il ministro della Giustizia ha citato anche l’apporto dato alla Convenzione da Giovanni Falcone: “Con profonda commozione ricordo che poche settimane prima di essere ucciso dalla mafia nella strage di Capaci, Falcone aveva partecipato, a Vienna, alla prima sessione delle Nazioni Unite sulla Prevenzione della Criminalità e la Giustizia Penale. In quell’occasione chiese con forza, un impegno globale nella lotta alla mafia: è in quella lungimirante intuizione che affonda le sue radici la Convenzione stipulata proprio a Palermo, a dimostrare che la città, che era stata teatro di stragi mafiose, poteva diventare il simbolo del riscatto e di impulso nella lotta alla mafia”.

Tra i meccanismi che la Convenzione di Palermo – di cui quest’anno ricorre il ventesimo anniversario della firma – prevede per combattere a livello transnazionale le organizzazioni criminali figurano il portale Sherloc, le squadre investigative Comuni, i magistrati di collegamento e le varie formule di cooperazione rafforzata.

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