"Dirigenti regionali da sbattere in galera", "Inaccettabile": polemica Musumeci-sindacati

Così il governatore: "Ci sono funzionari che hanno un comportamento da criminali, mentre in Sicilia c’è chi soffre la fame". Badagliacca, segretario del sindacato Csa: "Non può parlare così"

Nello Musumeci

"Ci sono dei funzionari regionali che si comportano da criminali. Io li manderei in galera”. A parlare è il presidente della Regione Siciliana nel corso della manifestazione “Panorama d’Italia”. "Ho trovato una Regione che lo era soltanto sulla carta intestata – ha aggiunto il governatore -, dove non c’è un sistema informatico. Si lavora ancora con il cartaceo. Una pratica può giacere per mesi su un tavolino: un funzionario la può lasciare sulla scrivania senza portarla al collega dello stesso piano. E’ un comportamento da criminali, mentre in Sicilia c’è chi soffre la fame".

Le sue parole hanno creato subito polemica. “La frase che alcuni funzionari regionali sono criminali da sbattere in galera è inaccettabile da un presidente della Regione - afferma Giuseppe Badagliacca, segretario del sindacato Csa -. Secondo noi il presidente non ha ancora compreso che c’è un’intera categoria di funzionari  regionali che rappresenta il motore della macchina amministrativa che fino adesso è stata mortificata e scarsamente considerata”.

“Noi che rappresentiamo proprio i funzionari direttivi della Regione – aggiunge Badagliacca - abbiamo proposte che potrebbero essere la soluzione per migliorare i servizi della Regione. Speriamo che il presidente abbia il nostro stesso intento e ci convochi al più presto insieme alle parti sociali per rimettere in moto la macchina regionale e dare le risposte ai tanti cittadini e imprenditori che vedono le loro istanze disattese”. E conclude Badagliacca: “Se ci sono colpevoli da individuare e punire, non ripercorra per favore presidente le orme del suo predecessore che sparava nel mucchio, ma faccia nomi, cognomi, e riveli responsabilità”.

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"In questi giorni - replicano in una nota congiunta Cobas Codir, Sadirs, Siad e Ugl  - come sindacati che rappresentano oltre il 70% dei lavoratori regionali abbiamo avviato, con una parte del governo regionale, un percorso per il dialogo volto a cambiare l’amministrazione che potrebbe portare a una svolta reale degli assetti organizzativi". Per le segreterie dei quattro sindacati "un percorso di cambiamento non può essere messo in discussione da dichiarazioni più o meno estemporanee, che sembrano essere state rilasciate per esigenze di galleggiamento mediatico nel momento in cui il governo regionale, dopo un anno di attività, sembra non avere concretizzato i risultati promessi e anzi viene accusato di evanescenza. Il disagio del presidente, infatti, che appare come causato dalla frustrazione del mancato raggiungimento dei suoi obiettivi politici, non può essere scaricato sui dipendenti regionali e sui sindacati che rilanciano denunciando la mancanza di concretezza politica anche di questo esecutivo che rischia di trasformarsi in una sostanziale continuità e contiguità con la politica dei governi precedenti, anche con la conferma ai vertici amministrativi della Regione di molti degli uomini del governo Crocetta, del governo Lombardo, quando non anche del governo Cuffaro. Facciamo, quindi, appello al presidente Musumeci, con senso di responsabilità, ad abbassare i toni e a lavorare seriamente per un dialogo costruttivo nell'interesse della Sicilia e dei siciliani. Sparare nel mucchio in pieno stile 'crocettiano' e dare, genericamente, del criminale a chi svolge il proprio dovere giornalmente (senza fare nomi ben sapendo, così, furbescamente, di essere al riparo da querele che, viceversa, sarebbero già partite), accusare inopinatamente anche non meglio precisati sindacati di coprire il malaffare, è l'ultima cosa che ci saremmo aspettati da un datore di lavoro conosciuto per il suo equilibrio e la sua correttezza".

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