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Venerdì, 23 Febbraio 2024
La polemica

Un mese senza Giunta, Di Dio tuona: "Naueseante che la città debba sottostare a certi equilibri"

La numero uno di Confcommercio Palermo contesta i ritardi nella nomina degli assessori da parte del sindaco Lagalla, che ha dato un ultimatum ai partiti. La presidente dei commercianti: "Aziende in difficoltà. Le scelte vengano fatte per la competenza, non per l'appartenenza"

Sono passati ormai 35 giorni dalle elezioni ma la nomina dei nuovi assessori, che sembrava "cosa fatta", potrebbe richiedere ancora del tempo. "Non è normale - tuona Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo - che non sia stato ancora formato il nuovo Governo e non è accettabile che la città, da anni allo sbando, debba sottostare a fragili e incomprensibili equilibri che a noi danno sinceramente la nausea mentre le aziende, che sono il vero volano economico della città, sono allo stremo delle loro forze in un’emergenza dopo l’altra".

Nei giorni scorsi e nelle settimane precedenti il sindaco Roberto Lagalla ha incontrato i rappresentati dei partiti della coalizione che lo ha eletto il 12 giugno. Nel corso di una recente riunione il primo cittadino ha fornito alcune indicazioni sui criteri di composizione della Giunta, "per come emerso a seguito dei contatti intrattenuti con i partiti": "Non intendo andare - ha detto - oltre la metà della prossima settimana per la presentazione ufficiale". Diversi i nomi che circolano in attesa di conferme.

Secondo Confcommercio Palermo non c'è tempo da perdere e per questo "chiede con urgenza - afferma Di Dio attraverso una nota - che si dia vita alla nuova giunta, che possa fin da subito affrontare e risolvere i tantissimi problemi di Palermo, peraltro più volte esposti e sottolineati durante la campagna elettorale. Avremmo voluto assistere a un dibattito sulle qualità professionali di chi dovrà occuparsi della città in qualità di assessore, perché il buon senso vorrebbe che le scelte vengano fatte non sulla base dell’appartenenza ma per le capacità e le competenze".

Poi continua l'affondo. "Avremmo voluto sentire parole di responsabilità - afferma Di Dio - e non le sterili pretese su come dividersi le poltrone. Avremmo voluto assistere a scelte libere su alti profili della futura classe dirigente chiamata a gestire la città con onore, etica e competenza. L'ottima riuscita del Festino ha dimostrato come, lavorando con impegno e passione a un obiettivo comune, insieme con le associazioni e le forze imprenditoriali, si possano superare gli ostacoli. Noi imprenditori, che siamo il mondo del 'fare', pretendiamo adesso che si diano risposte urgenti e concrete alle troppe emergenze della città e che non prevalgano interessi individuali a cui i cittadini non sono interessati".

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