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Comune, i partiti rimasti fuori dal Consiglio chiedono un posto in Giunta: slitta la nomina degli assessori

La fumata nera arriva dopo la riunione del sindaco a Palazzo delle Aquile con tutte le forze politiche della coalizione. Nomi congelati in attesa della quadra, tutto rinviato a martedì. Lentini: "Senza di noi Lagalla non avrebbe raggiunto il 40%"

Doveva essere il giorno della nuova Giunta comunale, così non è stato. Slitta la nomina degli assessori. La fumata nera o grigia, a seconda delle sfumature, arriva dopo la riunione convocata poco prima di pranzo dal sindaco Roberto Lagalla a Palazzo delle Aquile con tutti i partiti della coalizione di centrodestra, compresi quelli rimasti fuori dal Consiglio. 

Proprio le forze politiche che non hanno superato lo sbarramento del 5% - ovvero Alleanza per Palermo di Totò Lentini, Noi con l'Italia di Saverio Romano e Udc - insistono per un posto in Giunta: da qui la decisione di congelare i nomi già nel taccuino di Lagalla e riaggiornare tutto a martedì mattina. E non a giovedì, per valutare gli effetti della crisi di governo a Roma, come aveva invece chiesto Saverio Romano.

In questi due giorni dunque si proverà a trovare una soluzione che preveda l'ingresso in Giunta o altre forme di compensazione. "Senza il nostro apporto - è il ragionamento di Lentini - Lagalla non avrebbe vinto al primo turno: i numeri dicono che sarebbe rimasto sotto il 40%. Quindi siamo stati decisivi, gli accordi pre-elettorali vanno rispettati. Alle prossime regionali e nazionali il centrodestra deve restare unito".

Lentini durante il vertice è stato uno dei più arrembanti, salvo poi ammorbidirsi dopo la sponda ricevuta da Forza Italia in ottica Regionali. Tanto che c'è chi si dice fiducioso che si possa trovare una quadra. Lagalla ha ascoltato tutti e, obtorto collo, ha preso tempo rinviando di un paio di giorni le nomine. Durante l'incontro non si sarebbe parlato di nomi. Il roster dei papabili assessori quindi rimane lo stesso, con Forza Italia che schiera  Aristide Tamajo (destinato alla Scuola), Rosi Pennino (Attività sociali) e Andrea Mineo (Decentramento e Anagrafe), più Giulio Tantillo designato per la presidenza del Consiglio comunale.

Fratelli d'Italia, che grazie all'intervento del senatore Ignazio La Russa ha superato le divisioni interne, potrà contare sul vicesindaco: la scelta è caduta su Carolina Varchi. Al deputato nazionale, che si era sfilata dalla corsa a sindaco per convergere su Lagalla, andrebbe la delega al Bilancio. Con Lagalla però che avrebbe avocato a sé il dossier sul piano di riequilibrio dei conti del Comune. Ai meloniani spetterebbero altri due posti in Giunta: Giampiero Cannella (Cultura) e Dario Falzone (Personale, Ambiente e Manutenzioni). Quest'ultimo - ex An ed esponente storico della destra palermitana, vicino a Raffaele Stancanelli - è stato indicato dal gruppo che fa capo all'eurodeputato Giuseppe Milazzo e neo rieletto consigliere Fabrizio Ferrara.  

Un assessorato a testa invece per Lega-Prima l'Italia e Dc Nuova: i salviniani con Sabrina Figuccia sono in lizza per Sport, impianti sportivi e Turismo; i cuffariani hanno "prenotato" le Attività produttive (il nome che circola è quello di Giuliano Forzinetti). Gli ultimi tre posti restano incerti: la componente renziana di Lavoriamo per Palermo ha puntato le sue fiches sul presidente del Consiglio comunale uscente Totò Orlando; il prorettore dell'Università, nonché coordinatore del Festino, Maurizio Carta (iscritto a Italia Viva), è stato individuato dal sindaco Lagalla per la delicata delega all'Urbanistica. In bilico la posizione di Antonella Tirrito, vicina all'assessore regionale Toto Cordaro, sempre in quota Lavoriamo per Palermo. 

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