Martedì, 22 Giugno 2021
Politica

Unioni civili, assemblea spaccata: la legge resta bloccata all’Ars

L'Aula rimanda tra le polemiche il disegno di legge in commissione. Musotto (Mpa): "Oscurantismo senza limiti". Aricò (Fli): "La famiglia è sacra ma vanno estesi i diritti individuali"

Sala d'Ercole

Il disegno di legge che prevede l’istituzione di un registro regionale per le unioni civili non convince l’Assemblea regionale. Ieri pomeriggio l’Ars si è spaccata sul ddl votando il ritorno in prima commissione del testo su richiesta del presidente della commissione Affari istituzionali Riccardo Minardo (Mpa) e dell'assessore regionale alla Famiglia Andrea Piraino che ha contestato al parlamento di non essere stato ascoltato sul provvedimento.

Contro la richiesta si erano espressi alcuni deputati del Pd, tra cui Pino Apprendi, (firmatario del ddl insieme con Alessandro Aricò di Fli), Giacomo Di Benedetto, Giovanni Panepinto e Lillo Speziale. A favore invece Giovanni Ardizzone (Udc) e Paolo Colianni (Mpa), mentre il capogruppo degli autonomisti Francesco Musotto ha preso la parola contestando ai fautori del rinvio “un livello di oscurantismo che non ha limiti”. Alla fine l'aula ha votato per il ritorno del ddl in commissione tra le proteste di Speziale che chiedeva di ripetere la votazione con il presidente Francesco Cascio costretto a riprenderlo e, in seguito alle proteste, a sospendere la seduta.

Mentre l’Ars rispediva il ddl in commissione, Alessandrò Aricò era impegnato in una conferenza stampa proprio per illustrare meglio il testo e discutere delle proteste scaturite nei giorni scorsi. “Partendo dalla consapevolezza che la famiglia è sacra – ha detto ieri pomeriggio Aricò -e resta un caposaldo della nostra società, questo ddl risponde alla necessità di vedere riconosciuti diritti individuali dei cittadini siciliani nel rispetto pieno dello svolgimento della personalità umana. Abbiamo perfino assistito a momenti di cattivo gusto con la messa in scena di un finto matrimonio gay (guarda il video) davanti a Palazzo dei Normanni, un’offesa alla civiltà”. “Erroneamente – ha proseguito Aricò - si è fatto credere che il nostro testo sia finalizzato a favorire i matrimoni tra omosessuali ed è una visione distorta e riduttiva perché noi non mettiamo in discussione il primato della famiglia ‘naturale’ ma riteniamo che nel 2011 debbano essere tenuti in considerazione anche alcuni diritti fondamentali dell’individuo che oggi non trovano tutela ”.
 

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