Virus, Miccichè non ha dubbi: "Follia obbligare tutti a casa, l'esercito contro gli assembramenti"

Il presidente dell'Ars non risparmia critiche al premier Conte: "Chiami tutte le forze di polizia, faccia i controlli nei ristoranti e nei cinema ma non chiuda tutto. La Sicilia non doveva essere dichiarata 'zona rossa' in primavera. Abbiamo perso nove miliardi di Pil. E abbiamo avuto l'1% di morti in meno rispetto all'anno scorso. Ditemi allora che cosa è questa 'peste'"

Il presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè

Non si spengono le proteste contro le norme anti Covid varate dal Governo nazionale con l'ultimo Dpcm e non si distendono i rapporti tra Palermo e Roma, al contrario. Così come fatto dal presidente della Regione, anche il numero uno dell'Ars, Gianfranco Miccichè, critica le decisioni adottate a livello nazionale. "Il Governo - ha detto Miccichè intervenendo a Casa Minutella - ha solo il problema degli assembramenti. Allora, faccia scendere l'esercito in campo, chiami tutte le forze di polizia, faccia i controlli nei ristoranti e nei cinema... E' una follia obbligare tutti a restare in casa. Conte dia ordine all'esercito di fare evitare gli assembramenti, non di fare morire tutti".

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Miccichè sottolinea a più riprese il danno che le chiusure, già col primo lockdown, hanno causato al tessuto economico siciliano.  "Noi non dovevamo essere dichiarati 'zona rossa' nella prima fase. Dovevamo sì prendere tutte precauzioni di questo mondo, chiudere i confini, ma non fare morire economicamente tutti. Il numero cessate attività è allucinante. L'errore colossale del governo Conte è stato considerare l'Italia tutta uguale: non lo è. Si è fatto lo stesso adesso, con la chiusura delle 18 (per il servizio ai tavoli di ristoranti e bar ndr) non si tiene conto che a Milano alle 19 già mangi, in Sicilia si apre alle 16. Se obblighi a chiudere alle 18 è come dire 'non aprire'. Si ragiona solo emotivamente".

"Io - prosegue Miccichè - vivo a Palermo da sempre, credo di conoscere tutti a Palermo, non ho conosciuto neanche un parente morto di Covid. Ci sono stati dei morti ovviamente e mi dispiace enormemente. Nessuno mi prenda per negazionista. Il Covid c'è, ma alcuni errori sono stati fatti. Io ragiono con i numeri. In Sicilia abbiamo perso nove miliardi di Pil. E abbiamo avuto l'1% di morti in meno rispetto all'anno scorso. Ditemi allora che cosa è questa 'peste'. In Sicilia nella prima fase non siamo arrivati a cinquemila contagiati, la provincia di Como ne ha avuti più di cinquemila... Eppure hanno dichiarato tutti 'zona rossa'".

Tornando a parlare del disegno di legge varato dalla Giunta regionale che consente al governatore di fare slittare l'orario delle chiusure, il presidente dell'Ars assicura che sarà approvato in tempi brevi e ammette: "Capiamo che creiamo un minimo di scontro, ma non è una sfida allo Stato. Si tratta di fare capire allo Stato che non hanno capito cosa sta succedendo qui. Il Consiglio dei ministri se vuole la impugna, poi deve mandarla alla Corte costituzionale che, anche lavorando con urgenza, impiegherà mesi per valutarla e intanto noi campiamo..."
 

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