Coronavirus, M5S: "Con l'emergenza cresce il pericolo di violenza di genere"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"La violenza di genere nell'attuale situazione di emergenza rischia di aggravarsi: la convivenza forzata, le restrizioni alla circolazione e l’instabilità socio-economica comportano per le donne e per i loro figli il rischio di una maggiore esposizione alla violenza. Nelle ultime settimane è stata registrata una diminuzione degli accessi delle donne ai centri antiviolenza e delle denunce per maltrattamenti. Questo purtroppo non significa che sono diminuiti i casi di violenza ma, al contrario, che è più difficile poter chiedere aiuto o denunciare, anche a causa dell'obbligo in capo a tutti noi di restare in casa". Lo afferma in una nota la delegazione del Movimento 5 Stelle nella commissione d'inchiesta sul Femminicidio del Senato.

"E' realistico ritenere - si legge - che in questi giorni le donne siano più di prima esposte all'aggressività del partner maltrattante. Per questo la commissione parlamentare d'inchiesta sul Femminicidio del Senato ha presentato alcune proposte che sottoponiamo al governo e al Parlamento, alcune di esse diventano anche emendamenti al Dl Cura Italia. In particolare per noi del MoVimento 5 Stelle è urgente e necessario garantire l’accesso delle donne ai centri e agli sportelli antiviolenza e alle case rifugio, nel pieno rispetto delle misure di contrasto alla diffusione del Coronavirus; dare la massima visibilità al numero anti violenza e stalking 1522, che è gratuito e attivo 24 ore su 24, alla chat accessibile tramite la app 1522, al numero verde anti tratta 800290290. I media e i negozi dove acquistare beni di prima necessità devono e possono far conoscere a tutte le donne questi servizi; prevedere ulteriori misure di protezione sociale per le donne vittime di violenza, ad esempio prolungando il congedo straordinario per motivi di violenza; assicurare l’applicazione rigorosa di tutte le misure normative a protezione delle donne e dei loro figli, ma anche promuoverne la conoscenza, è chiaro che in questo contesto di emergenza la 'fuga da casa' non può che costituire solamente una soluzione residuale".

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