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La rete ospedaliera regionale cambia volto: aumentano i posti letto, via alle assunzioni

Dai 16.378 dell'1 gennaio 2015 ai 18.051 del nuovo piano che sarà presentato al tavolo interministeriale, a Roma, il prossimo 4 aprile. Gucciardi: "Ci sono oltre 9 mila posti vacanti"

La rete ospedaliera della Regione cambia volto: gli ospedali saranno complementari l’uno con l’altro. A dirlo l'assessore alla Salute Baldo Gucciardi, oggi pomeriggio, presentando il nuovo piano, approvato dalla Giunta e dalla VI Commissione all’Ars. Domani il decreto che l'assessore presenterà al tavolo interministeriale, fissato a Roma per il prossimo 4 aprile. Poi il via alle assunzioni: nel nostro sistema sanitario ci sono oltre 9 mila posti vacanti. 

“Con la nuova rete – ha spiegato l’assessore Gucciardi – abbiamo dato vita a una svolta culturale dell’organizzazione della sanità senza precedenti e completato un percorso richiesto dalla legge dal 2012. Una volta entrata in vigore, saremo pronti ad ascoltare tutte le osservazioni di sindaci ed enti locali in modo da migliorare ulteriormente la rete. Mi aspetto che nell’arco di pochissimo tempo i manager delle 18 aziende ospedaliere recepiscano il piano”.

Il direttore generale Ignazio Tozzo ha spiegato come la rete aumenterà il numero dei posti letto nell’Isola: “Stiamo passando dai 16.378 dell’1 gennaio 2015 (14.440 per acuti e 1.938 per post acuti) ai 18.051 della nuova rete (14.636 per acuti e 3.415 per post acuti) il massimo consentito dalla legge Balduzzi, aumentando pure i reparti di malattie infettive considerando il fenomeno degli immigrati”.

“La rete mette al centro di tutto la salute del paziente – afferma il presidente della VI Commissione Salute all’Ars Giuseppe Digiacomo –. Abbiamo deciso di serrare i ranghi e stringere i tempi perché c’era la necessità di mettere un punto a questo percorso, pur consapevoli che certi accorgimenti possono ancora essere adottati. Ma adesso le strutture sanitarie dell’Isola necessitano di migliorare il servizio e di immettere forze giovani e fresche nel personale”.  

Il piano prevede, oltre all'aumento dei posti letto, il taglio di ben 215 poltrone da primario. Aumentano invece le strutture che saranno così suddivise: 7 hub (strutture altamente specializzate che saranno punto di riferimento per le grandi emergenze) di cui due a Palermo, l'Arnas Civico e il Policlinico, 22 spoke (cioè Dea di primo livello, gli intermedi), 14 presidi ospedalieri base, tra questi rientra il Giglio di Cefalù (con al massimo 4 reparti: Medicina, Chirurgia, Ortopedia e Pronto Soccorso), 11 presidi ospedalieri in zone disagiate e uno ad Augusta.

Non tutti apprezzano: critici Movimento 5 Stelle e il presidente della Commissione affari istituzionali Totò Cascio. “Quello che è successo ieri è vergognoso. Commissione prostrata al governo per occultare le storture del piano - afferma il deputato 5 Stelle Francesco Cappello. È un castello di carta. Ci vorranno non meno di 20 anni per rendere operativo ciò che attualmente risulta un manifesto pieno di sogni pressoché irrealizzabili per la mancanza assoluta di risorse economiche, confermata dai tecnici dell'assessore Gucciardi. Da questo momento nulla sarà diverso rispetto a prima, cambierà solo l'insegna di moltissimi presidi ospedalieri che si fregeranno, pur non avendone caratteristiche e strutture, del titolo di Dea di I livello o di Dea di II livello. Ci sono centinaia di strutture da riorganizzare, o creare ex novo, dal costo attualmente non quantificabile e certamente non sostenibile per le magre casse della già disastrata regione Siciliana. Ospedali di fatto chiusi perché convertiti in case per anziani camuffati da Ospedali riuniti, l'ospedale di Noto è il caso più eclatante”.

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